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YOUTUBE Trump a Phoenix, proteste. Proiettili di gomma e lacrimogeni sui manifestanti

Trump a Phoenix: "Su Charlottesville media disonesti". Proiettili di gomma e lacrimogeni sui manifestanti

Trump a Phoenix: “Su Charlottesville media disonesti”. Proiettili di gomma e lacrimogeni sui manifestanti

PHOENIX – Donald Trump ha difeso i suoi controversi commenti sulla violenza di Charlottesville durante il comizio di martedì 22 agosto che si è tenuto a Phoenix, in Arizona, attaccando i “media dannatamente disonesti” per aver distorto le sue dichiarazioni che hanno sollevato dure critiche, anche da parte di autorevoli repubblicani. Il comizio è stato preceduto e seguito da proteste e scontri, con la polizia che ha sparato proiettili di gomma e lacrimogeni sui centinaia di manifestanti in strada, anche se Trump ha minimizzato il loro numero (sul daily Mail le foto).

“Non sono poi tanti, stando ai servizi segreti”, ha dichiarato, prima di soffermarsi, per ben 20 minuti su Charlottesville, in Virginia, dove la violenza dei suprematisti bianchi e dei neonazisti ha portato alla morte di una giovane donna che manifestava contro di loro. “Quello che è successo a Charlottesville colpisce al cuore dell’America e questa sera questa intera arena è unita contro i criminali che perseguono odio e violenza”, ha sottolineato Trump, negando di non aver condannato neonazisti e suprematisti.

Il presidente a Phoenix ha ripercorso, testo alla mano, le sue dichiarazioni su Charlottesville ma con una serie di omissioni, tralasciando ad esempio il fatto che in una primo momento aveva parlato violenza da “entrambe le parti”. “Condanno con forza i neonazisti, i suprematisti bianchi e il Ku Klux Klan”, ha assicurato. Ad un certo punto è stato interrotto da voci di protesta. “Come sono entrati? Dovevano restare fuori con quei pochi” manifestanti, ha ironizzato.

Il comizio di Phoenix è stato snobbato dal governatore dell’Arizona, il repubblicano Doug Ducey, così come dall’eroico senatore del Grand Old Party (Gop), John McCain. Durante il suo intervento a ruota libera, Trump ha preso in giro il conduttore della Abc, George Stephanopoulos, perché basso, ha bollato il New York Times come “fake news” ed ha accusato la Cnn di aver spento le telecamere mentre parlava anche se il suo intervento è stato trasmetto dal network integralmente. “Antifa”, ha affermato il presidente, citando il collettivo antifascista internazionale di ispirazione comunista per descrivere coloro che contestano i comizi neofascisti.

Prima del comizio, Trump aveva visitato una zona di confine con in Messico in Arizona, nella città di Yuma, rilanciando la sua retorica contro i clandestini. “In un modo o nell’altro costruiremo il muro”, ha dunque assicurato durante il comizio di Phoenix. “Avremo il nostro muro”, ha rincarato, indicando come l’America abbia votato “per il controllo dell’immigrazione clandestina”. 

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