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YOUTUBE Turchia, attentato Isis all’aeroporto di Istanbul: decine di morti

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ISTANBUL – Attentato kamikaze in Turchia. Martedì sera, 28 giugno, intorno alle 21 ora italiana (le 22 ora locale) un commando di terroristi (probabilmente stranieri) legati all’Isis ha colpito l’aeroporto internazionale Ataturk, il primo della Turchia, il terzo in Europa, con 61 milioni di passeggeri l’anno. Tre persone si sono fatte esplodere all’interno del terminal delle partenze internazionali subito dopo aver aperto il fuoco con un kalashnikov contro la folla. Decine i morti: al momento sono 41 cui vanno aggiunti almeno 239 feriti. Una delle donne arrestate sarebbe una donna.

Diverse ambulanze sono accorse sul posto, mentre anche molti taxi hanno trasportato i feriti in ospedale. L’intero scalo è stato sigillato, con entrate e uscite bloccate, tutti i voli sono stati sospesi. L’aeroporto resterà chiuso fino alle 20 di mercoledì.

Il primo ministro turco, Binali Yıldırım, ha ordinato la creazione di un tavolo di crisi sull’attentato, riferisce il quotidiano turco Hurriyet.

L’attentato, fa notare il tabloid britannico The Mirror, arriva nel giorno del secondo anniversario dalla proclamazione del cosiddetto Califfato dello Stato Islamico, che ha rivendicato l’attacco.

“Le bombe esplose oggi a Istanbul sarebbero potute esplodere in ogni aeroporto in ogni città del mondo. Chiediamo al mondo, e in particolare ai paesi Occidentali, di assumere una posizione determinata contro il terrorismo”, ha scritto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan in un messaggio dopo l’attacco terroristico all’aeroporto Ataturk Istanbul, esprimento la sua “forte condanna” e le “condoglianze” alle famiglie delle vittime e all’intera nazione. La Turchia, prosegue Erdogan, continuerà “fino alla fine” a combattere contro le “organizzazioni terroristiche”.

I PRECEDENTI – Lo scorso 7 giugno un attacco terroristico aveva colpito il centro di Istanbul, prendendo di mira un bus della polizia antisommossa. Un ordigno, piazzato dentro un’auto e innescato con un comando a distanza al passaggio degli agenti, provocò 11 morti e 36 feriti. Tra le vittime, tutte turche, 7 sono poliziotti e 4 civili.

Il 13 marzo un’esplosione era avvenuta ad Ankara vicino a una fermata dell’autobus prossima al parco pubblico Guven, nei pressi di piazza Kizilay, uccidendo 37 persone. Il governo ha puntato il dito contro i curdi del Pkk.

Il 17 febbraio un’autobomba ha fatto 28 morti e 61 feriti nel cuore di Ankara, a circa 500 metri dal parlamento turco. L’ordigno è esploso al passaggio di un pullman militare vicino a una base dell’esercito. Anche in quel caso Ankara ha puntato il dito contro i separatisti curdi.

Il 12 gennaio un’esplosione provocata da un kamikaze aveva colpito piazza Sultanahmet, nel centro storico di Istanbul, uccidendo 10 turisti tedeschi e ferendo altre 15 persone. L’attentato è stato rivendicato dai jihadisti del sedicente Stato islamico (Is).

(Foto Ansa)

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(Foto da Twitter)

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