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VIDEO YOUTUBE Catania, raid contro tre egiziani: “Siete m…andatevene”

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CATANIA – Colpi di mazza da baseball, insulti e spintoni: è quello che si vede nella terribile sequenza girata con un telefonino della spedizione punitiva di 5 giovani di Catania ai danni di tre ragazzi minorenni egiziani ospiti del centro di accoglienza. A riprendere sembra uno dei tre egiziani colpiti.

Siamo a San Michele di Ganzaria vicino Caltagirone. I tre sono stati avvicinati mentre facevano rientro nel centro da cinque siciliani tutti maggiorenni che si erano appostati ad aspettarli: tre hanno materialmente picchiato i minorenni, altri due li aspettavano in auto. Da quanto emerge dalle indagini dei carabinieri, che hanno già fermato tre dei cinque autori dell’imboscata, alla base dell’aggressione ci sarebbero futili motivi. Un diverbio, una lite, avvenuta qualche giorno fa nel vicino paese di San Cono.

Gravissimo uno dei tre egiziani colpito alla testa che ha riportato un grosso ematoma al cervello ed è stato sottoposto a un intervento all’ospedale Garibaldi Nesima di Catania, dove è ricoverato in prognosi riservata. I due che attendevano al volante delle auto sono attualmente ricercati. “Non escludiamo che possa essersi trattato di un episodio di razzismo anche se ci crediamo poco. Sappiamo per certo che i tre egiziani si recavano sempre a San Cono un paesino di poche migliaia di anime. Cosa sia avvenuto con precisione non lo sappiamo, Siamo a conoscenza che i tre del luogo avevano litigato precedentemente, qualche giorno prima, con i tre immigrati, ma non conosciamo le ragioni. Andremo comunque sino in fondo per capire il movente che ha scatenato questa aggressione” dice il procuratore di Caltagirone Giuseppe Verzera. Gli altri due minori sono stati invece più fortunati: le loro ferite guariranno in 5 giorni. I tre giovani finiti in manette sono Antonino Spitale, di 18 anni, e i fratelli Giacomo e Davide Severo, di 32 e 23 anni. In casa di quest’ultimo i carabinieri hanno trovato una pistola ad aria compressa che era stata utilizzata per intimidire le tre vittime.

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