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VIDEO YOUTUBE Squali, come si sopravvive ad un attacco

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NASSAU –  ex pilota italiano di 49 anni e uno dei maggiori esperti al mondo di comportamento degli squali.

Avogadri si occupa di questi animali da oltre trent’anni (la sua prima esperienza è stata a 10 anni in Polinesia) e ha fondato la Shark Academy a Verona. 

Nel corso di un’immersione al largo della costa di Grand Bahama, una delle isole dell’arcipelago delle Bahamas, si è fatto filmare mentre metteva a punto la tecnica di “relax immobility”: prima ha provocato uno squalo, poi ha iniziato a toccargli il naso in un modo tale da farlo rilassare, fino a portare l’animale ad uno stato di quasi immobilità.

Già nel 2011, in una intervista a Maria Egizia Fiaschetti del Corriere della Sera, Avogadri aveva spiegato come difendersi da un attacco di squali:

“Bisogna rimanere fermi, perché i denti dello squalo sono solo appoggiati alla mascella e si muovono nell’acqua. Se ci si agita, ci si ferisce e il sangue può far pensare all’animale che abbia morso una preda. Per limitare i danni, meglio immergersi con la muta. Gli squali non sono tutti uguali, anche se riconoscerli sott’acqua non è facile. Comunque, su 60 attacchi l’anno solo 5 sono letali, con un’incidenza molto più bassa rispetto alle punture di vespe o alle persone colpite da un fulmine”.

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