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VIDEO YOUTUBE Strage Orlando. Eddi Justice, ultimi sms: “Mamma aiutami”

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ROMA – “Aiutami mamma, sto per morire”. Eddie Justice, 30 anni, è una delle vittime della strage di Orlando al Pulse e mentre Omar Seddique Mateen sparava all’impazzata in nome dell’Isis, lui chiedeva aiuto alla madre via sms. Nascosto nel bagno delle donne del club gay, Eddie mandava sms alla madre Mina chiedendo disperatamente aiuto, ma non ce l’ha fatta. Il giovane è una delle 50 vittime della furia omicida di Mateen e i suoi messaggi hanno fatto il giro del web.

Il giovane era nel locale di Orlando quando Mateen è arrivato e ha iniziato a sparare. Alla madre racconta di essersi nascosto nel bagno delle donne e chiede di chiamare la polizia e di aiutarlo. Ma quando sente le grida degli altro ostaggi, gli spari e i passi del killer sempre più vicini dice addio alla madre: “Sto per morire”. E ancora: “Ti voglio bene”.

Sono tante le persone che il giorno seguente la strage si sono radunate vicino al Pulse per chiedere basta alle armi. “Un altro 11 settembre”, dice qualcuno. “Abbiamo fatto la storia, ma non in senso positivo”. Le strade sono chiuse, un silenzio assordante è interrotto solo da un elicottero che perlustra l’area e la città, che sembra spettrale. A meno di 24 ore dalla strage compiuta da Omar Mateen, Orlando è come paralizzata. La polizia e l’Fbi è al lavoro ininterrottamente. C’è chi cerca di aiutare come può: distribuendo bottigliette d’acqua e portando ghiaccio, che va ruba con l’elevata temperatura nonostante l’acquazzone pomeridiano.

”E’ un altro 11 settembre”, sono le parole di John, un ragazzo di 30 anni. ”A New York sono molte più persone nell’attacco, ma era organizzato. Al Pulse è stata una sola persona”. Con lui un amico: ”Siamo venuti al Pulse diverse volte, non ieri sera”. ”Abitiamo qui vicino, non conosco nessuno che è rimasto vittima della strage, ma mio fratello sì”, dice un ragazzo afroamericano che, insieme a una ragazza ispanica, distribuisce acqua. ”Siamo qui per onorare le vittime” aggiunge il ragazzo che, riferendosi all’elevato numero delle vittime, il maggiore in una sparatoria per gli Stati Uniti, afferma: ”Abbiamo fatto la storia, ma non in senso positivo”.

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