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Virginia Raggi e le case a Roma: “Priorità a chi le aspetta da decenni”

Virginia Raggi e le case a Roma: "Priorità a chi le aspetta da decenni"

Virginia Raggi e le case a Roma: “Priorità a chi le aspetta da decenni”

ROMA – Vertice in prefettura tra tutte le istituzioni sull’emergenza abitativa a Roma. All’incontro, a cui ha preso parte una delegazione dei movimenti di lotta per la casa, ha partecipato anche l’assessore regionale alle politiche abitative Fabio Refrigeri e la sindaca Virginia Raggi che ha ribadito con nettezza la posizione del Comune.

“Dobbiamo dare priorità – spiega – a chi sta aspettando in graduatoria una casa da decenni e alle persone fragili, ossia agli anziani, i disabili e le mamme con bambini”. In questo modo le persone sgomberate di recente dagli immobili occupati della Capitale, “rimangono tutti per strada”, tuonano dai movimenti annunciando che i presidi in corso in via dei Fori Imperiali, dove si sono accampati alcuni dei migranti sgomberati dal palazzo di via Curtatone, e davanti alla chiesa dei Santissimi Apostoli, proseguono.

Un gruppo di donne dei movimenti di lotta per la casa, al termine del vertice a Palazzo Valentini, ha aspettato la sindaca di rientro in Campidoglio con cori di protesta: “Siamo tutti fragili, non abbiamo niente, i poveri sono tutti fragili. Vergogna”.

“Nessuna corsia preferenziale per chi occupa abusivamente – ha rincarato Raggi -. L’aiuto ai più fragili è stato ripetutamente proposto e continuerà ad essere avanzato a tutte le persone che ne hanno diritto. Ai nostri operatori sociali è stato impedito di entrare negli immobili occupati per fare un censimento e verificare quali fossero le persone con fragilità. Le inchieste della magistratura faranno chiarezza anche su quanto accadeva in questi immobili a danno dei più deboli. Tutte le istituzioni sono concordi nel sostenere che non dobbiamo scatenare guerre tra poveri. Per quanto riguarda l’emergenza abitativa proseguiremo nel solco della legalità”.

Entro la fine della settimana l’inquilina del Campidoglio dovrebbe incontrare anche il ministro dell’Interno Marco Minniti a cui chiederà sinergia nell’affrontare la delicata questione insieme al più ampio tema dei migranti. Per ora una nota congiunta delle istituzioni locali, prefettura inclusa, recita: “Il Comune di Roma e la Regione hanno espresso la massima disponibilità a riprendere da subito un percorso comune volto a mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione, al fine di dare risposte efficaci, nel solco della legalità, alla grave situazione esistente”.

I rappresentanti regionali hanno ribadito l’opportunità offerta alla Capitale dalla delibera regionale che, stipulata la convezione tra i due enti, potrà mette subito a disposizione del Campidoglio 40 milioni di euro, per avviare un programma di contrasto all’emergenza abitativa.

Proseguono nel frattempo gli accertamenti della Digos all’interno dell’edificio di via Curtatone. Gli investigatori sono alla ricerca di elementi utili per fare luce sul presunto racket dei posti letto ed anche dell’utilizzo di timbri con sigilli dello Stato italiano. Ieri sono stati sequestrati computer e documenti, tra cui ricevute di pernottamento. Sul posto anche la polizia scientifica per documentare lo stato dei luoghi. L’attività della Digos dovrebbe terminare domani. Quindi ci sarà una relazione al procuratore aggiunto Francesco Caporale, che sulla vicenda di via Curtatone procede per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e per contraffazione del sigillo dello Stato.

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