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YOUTUBE Adinolfi contro “Alla ricerca di Nemo” perché…

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ROMA – “Arriva il sequel di ‘Alla ricerca di Nemo’ e nel trailer infilano quella che sembra una ‘famiglia omogenitoriale’, due mamme e nessun papà”, questo è l'”avvio di un’operazione di lavaggio del cervello”, “questa è l’ideologia del gender”. E’ quanto scrive su Facebook il leader de ‘Il popolo della famiglia, nonché candidato a sindaco a Roma, Mario Adinolfi, a proposito del trailer del cartoon della Disney Pixar che, in Italia, uscirà a settembre.

“In principio fu Kung Fu Panda e i suoi ‘due papà’ e, avendo sommessamente lanciato un primo allarme, venni descritto da Fabio Volo a Radio Deejay come un drogato bisognoso di psicofarmaci, suscitando esecrazione perché mi ero permesso di questionare i sacri cartoni animati americani latori di messaggi solo positivi per i bambini”, aggiunge.

“Ora arriva il sequel di Alla ricerca di Nemo e nel trailer infilano quella che sembra una ‘famiglia omogenitoriale’, due mamme e nessun papà, senza darci spiegazioni e costringendoci all’inevitabile dibattito”. Il riferimento di Adinolfi è alla scena in cui, nel nuovo trailer per gli Stati Uniti, si vedono due donne in un parco acquatico con un passeggino (minuto 1:08).

“Nel frattempo – aggiunge il politico su Facebook – la lobby lgbt si mobilita per trovare ‘una fidanzata a Elsa’, la principessa protagonista di Frozen, altro cartone animato americano di successo planetario nonché abito di carnevale preferito da mia figlia Clara, cinque anni. Vogliono in sostanza che nel sequel la protagonista sia lesbica”.

“Per preparare la strada affidano la voce protagonista del sequel di Alla ricerca di Nemo a Ellen De Generes, l’icona lesbo più nota degli Stati Uniti d’America. Troppi indizi – scrive il candidato a sindaco della Capitale – perché non sia costituita la prova: effetto immediato della sentenza sul same sex marriage della Corte suprema americana è l’avvio di un’operazione di lavaggio del cervello sulla natura delle strutture familiari derivanti dai rapporti sentimentali, che ha come oggetto i bambini in età prescolare”.

“Questa è l’ideologia del gender, questo è ciò di cui gli lgbt negano persino l’esistenza descrivendoci come matti che vedono l’asino volare, quando invece puntano dritti a modificare gli elementi basilari di riferimento dei bambini, primo fra tutti quell’elemento fondamentale di riferimento dell’esistenza di ogni bimbo al mondo che si chiama mamma e papà”.


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