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YOUTUBE Angelina Jolie in Cambogia: prima apparizione dopo il divorzio. “Vi racconto orrore Khmer Rossi”

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LOS ANGELES – Angelina Jolie ha girato un film in Cambogia per ricordare 40 anni dopo cosa vuol dire l’uguaglianza del comunismo. “First They Killed My Father” sarà proiettato prima in Cambogia poi da Netflix.

Dopo la separazione da Brad Pitt e la richiesta di divorzio a settembre è la prima apparizione in pubblico per la star hollywoodiana, insieme ai figli Maddox, 15, Pax, 13, Zara, 12, Shiloh, 10 e i gemelli Knox e Vivienne di otto anni.

Il nuovo film della Jolie, il cui figlio Maddox è stato adottato nel 2002 proprio in Cambogia, in un orfanotrofio a Battambang, è basato sull’autobiografia dell’attivista per i diritti umani Loung Ung, amica dell’attrice, che ha vissuto il genocidio voluto da Khmer Rossi nel 1970. Angelina Jolie, che ha ottenuto la nazionalità cambogiana, è apparsa sorridente e dopo la conferenza stampa, su invito, ha raggiunto la residenza del re Norodom Sihamoni.

“Non ho soltanto parlato della guerra ma dell’amore della famiglia, della bellezza di questo paese; volevo capire ciò che hanno passato i genitori biologici di Maddox, nato in Cambogia”, afferma la Jolie e aggiunge che “Mio figlio mi ha aiutato, letto la sceneggiatura, era presente alle riunioni di produzione”. La pellicola è su Loung Un, che aveva 5 anni quando le truppe di Khmer Rossi guidate da Pol Pot, e della sua famiglia: portati via da Phnom Penh vissero uno straziante calvario e prima della fuga dell’attivista negli Stati Uniti, furono internati in un duro campo di lavoro.

Nel corso del genocidio, tra il 1975-1979, il regime attraverso esecuzioni, fame e superlavoro, ha sterminato due milioni di cambogiani. In omaggio ai sopravvissuti del feroce regime, la Jolie ha fatto in modo che il film fosse realizzato da cambogiani; la pellicola è stata girata per la maggior parte in lingua khmer, il cast è composto da cambogiani ed è co-prodotta da Rithy Panh, il più famoso regista della nazione. Phan, a causa del genocidio ha perso quasi tutti i familiari più stretti e ha prodotto documentari scottanti che hanno contribuito a rompere il silenzio sullo sterminio.

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