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YOUTUBE Anguille saltano da acqua, scariche elettriche su predatori

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BRASILIA – Il naturalista Alexander Von Humboldt, più di 200 fa, raccontò di aver visto un’ anguilla saltare fuori dal Rio delle Amazzoni per aggredire un cavallo. Le persone del posto radunarono circa 30 asini e cavalli in una piccola piscina insieme ad alcune anguille; il risultato fu l’aggressione da parte delle anguille nei confronti di alcuni cavalli che morirono.

Il metodo, scriveva von Humboldt, veniva usato per “pescare con i cavalli“. Le anguille dopo il caos erano esauste e potevano essere pescate con più facilità. Finora data l’assenza di una reale testimonianza si pensava a un metodo che andava un po’ troppo oltre con la fantasia, un’esagerazione bella e buona.

A quanto pare, invece, le anguille sono state filmate mentre saltavano fuori dall’acqua per passare delle potenti scariche elettriche sui predatori più grandi.

Kenneth Catania, dell’ università di Nashville, Tennesse, ha assistito al salto mentre trasferiva le anguille nel suo laboratorio con una rete metallica. “Sono rimasto molto sopreso” ha detto “perché non è una cosa che solitamente fanno le anguille”.

Le anguille in acqua emettono degli impulsi e sono in grado di scegliere fra due “impostazioni”. Usano tre organi che sparano nello stesso tempo, inizialmente rilasciano una tensione “a basso voltaggio”, che tuttavia può diventare più potente se l’anguilla vuole stordire la preda o difendersi da un attacco.

Gli organi elettrici si estendono per quasi tutta la lunghezza del loro corpo, lasciando un piccolo spazio davanti per lo stomaco e altri organi. “Le anguille sono come delle torce giganti con tantissime batterie incastrate nella parte posteriore” spiega Catania.

Quando le anguille si sono lanciate sotto alla rete, Catania inizialmente ha pensato che stessero cercando di evitarla. “A volte uscivano con metà corpo fuori dall’acqua” racconta “e riescono a farlo molto bene nonostante non sembrino animali molto abili”.

Catania ha notato che le anguille rilasciavano delle scariche ad alta tensione mentre il loro mento era a contatto con la rete e ha pensato di registrare gli impulsi elettrici inserendo un perno conduttivo in un acquario. Dentro a un serbatoio ha messo una testa finta di alligatore con dei LED attaccati, che si illuminavano ogni volta che le anguille attaccavano l’animale finto.

Catania in questo modo ha scoperto che più le anguille si alzavano per aggredire l’animale, più la scossa aumentava e che trasmettevano lo shock direttamente sulla preda invece che nell’acqua.
Sembra che le anguille abbiano diverse e complesse tecniche di caccia, una fra queste è stanare la preda emettendo dei determinati impulsi elettrici che fanno muovere involontariamente i muscoli di una “vittima” nascosta e immobile. Il salto mirato è un altro esempio di caccia sofisticata.

“E’ un esempio fantastico sull’evoluzione dell’anguillla, che sfrutta la fisica di base dell’energia elettrica” spiega Bruce Carlson dell’università di St. Louis, Washington.

Catania pensa che questo comportamento si sia lentamente evoluto e le anguille si siano adattate alla vita nel Rio delle Amazzoni. Durante le stagioni secche le acque si ritirano, lasciandole intrappolate in piccole pozze d’acqua dove sono maggiormente esposte ai predatori.


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