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YOUTUBE Armando Bezerra de Andrade imprigionato dalla famiglia per 20 anni in Brasile

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SAN PAOLO – Armando Bezerra de Andrade ha vissuto per 20 anni segregato in uno stanzino dalla sua famiglia a San Paolo, in Brasile. Solo il 24 ottobre l’uomo, che ora ha 36 anni, è stato liberato. A rinchiuderlo e maltrattarlo in una edicola di proprietà della sua famiglia, appena uno stanzino in cui era legato con le catene al letto e abbandonato tra le proprie feci, la sua matrigna. Una scoperta, quella delle forze dell’ordine che lo hanno libera, avvenuta per caso mentre indagavano sul traffico di droga nel suo quartiere, Guarulhos.

La scoperta è avvenuta lunedì quando gli agenti hanno fatto irruzione nell’edicola, poco più che uno stanzino nel quartiere Gurarulhos di San Paolo, in Brasile, aspettandosi di trovare indizi utili all’indagine sul traffico di droga che stavano conducente. Al posto dei narcotrafficanti però gli agenti si sono trovati davanti un giovane uomo di 36 anni incatenato al letto, con la barba talmente lunga da raggiungere il suo ombelico e con tracce di urina e feci nella stanza e sul materasso dove dormiva.

Secondo i residenti l’uomo è Armando Bezerra de Andrade, un ragazzo che frequentava una scuola della regione e che sparì improvvisamente nel nulla quando aveva appena 16 o 17 anni. La autorità hanno liberato l’uomo, che dopo 20 anni è uscito dallo stanzino in cui la sua famiglia lo aveva segregato.


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