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YOUTUBE Barack Obama alla base militare di Arlington, s*****o sviene

YOUTUBE Barack Obama alla base militare di Arlington, s*****o sviene

Barack Obama alla base militare di Arlington, s*****o sviene

ARLINGTON – Barack Obama saluta le Forze Armate americane nella base di Arlington ma, a un certo punto della cerimonia, un militare è svenuto alla presenza del presidente uscente degli Stati Uniti.

Intanto i tentativi di ‘transizione morbida’ si scontrano contro il macigno dell’Obamacare innescando una guerra a distanza tra il presidente uscente Barack Obama che difende (e chiede di difendere) con le unghie e con i denti la sua eredità, mentre il presidente eletto Donald Trump da Twitter promette battaglia e arringa i suoi. Perchè proprio sulla riforma sanitaria voluta da Obama si apre il primo atto del nuovo Congresso uscito dalle urne con una solida maggioranza repubblicana, che però un piano chiaro per il ‘Trumpcare’ non ce l’ha. ‘Trumpcare’: chiamatela così l’alternativa, sottolineatene i fallimenti e le lacune, fate muro, “non andate in loro soccorso”, “non alleviate il dolore”.

Barack Obama riunisce i suoi al Congresso e in un meeting a porte chiuse detta così la linea, affida ai leader democratici strategia e tattiche. Fate come loro – dice – adottate la stessa tattica dei Tea Party (strenuo attivismo sul campo ndr), saranno gli elettori a punire i repubblicani. E la guerra è aperta: perchè Trump lo precede con una raffica di tweet mattutini in cui ricorda ai repubblicani di stare allerta, “fate in modo che il disastro di Obamacare ricada sui democratici”, esorta, “devono essere ritenuti responsabili per questo caos. Fate attenzione!”.

San raffaele

Anche il suo vice Mike Pence è a Capitol Hill per ricordare con forza: “manterremo le promesse”. “Revocare e rimpiazzare Obamacare è la priorità”, Trump – assicura Pence – ci lavorerà dal primo giorno, anche con ordini esecutivi se necessario. La primissima mossa però non convince del tutto (o denota poca chiarezza sul da farsi secondo alcuni): è una mozione presentata dai repubblicani al Senato nel primo giorno di lavori, che affronta il tema dal punto di vista del budget chiedendo a più commissioni (Energia e Commercio, Pensioni, istruzione e Sanità) di introdurre tagli, tali da ostacolare di fatto l’applicazione dell’Affordable Care Act. Le incursioni del presidente eletto si dividono però su più fronti e, in attesa della annunciata conferenza stampa dell’11 gennaio – la prima dall’estate – tiene ancora banco sul suo profilo Twitter il botta e risposta di fatto con la Casa Bianca sulle presunte intrusioni di hacker russi durante le presidenziali.

Dossier sul quale l’amministrazione Obama ha chiesto di indagare e che Trump ridimensiona, al punto da citare Julian Assange in un suo tweet, affermando che anche “un ragazzo di 14 anni avrebbe potuto hackerare Podesta”. Che lo stesso Assange fondatore di Wikileaks, il ‘nemico degli Usa’ di cui ha carpito e rivelato segreti venga adesso portato ad esempio di verità dal prossimo presidente degli Stati Uniti fa effetto. E non solo all’opposizione: lo stesso speaker della Camera Paul Ryan interpellato al riguardo non manca di definire Assange un “lacche’ della Russia”, sui tweet di Trump però dice di non voler commentare. Ricorda che venerdì il presidente eletto vedrà i vertici dell’intelligence (il direttore della Cia John Brennan, il direttore dell’Fbi James Comey e il numero uno dell’intelligence americana James Clapper) per un briefing sull’inchiesta in corso circa i presunti tentativi di intrusione da parte della Russia, “a quel punto sarà meglio informato”.

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