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YOUTUBE Case popolari in cambio di sesso: arrestato funzionario Comune

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ROMA – Approfittava della sua posizione per chiedere favori Sessuali in cambio di case popolari. Così un funzionario del Comune di Rescaldina, in provincia di Milano, è finito ai domiciliari. Secondo l’accusa le vittime, donne disperate con figli piccoli e la paura di non arrivare a fine mese, venivano indotte a concedersi in cambio di un assegno di sostegno o dell’assegnazione di un alloggio comunale.

Lascia senza parole la ricostruzione della Guardia di Finanza di Legnano, basata su indagini e intercettazioni audio e video: l’uomo impiegato presso il Comune di Rescaldina dal 2009, sposato, incensurato, nel periodo in cui è stato oggetto di indagine avrebbe fornito contributi in denaro e un’abitazione in cambio di favori sessuali ad almeno due donne.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo riceveva le cittadine bisognose nel suo ufficio, dove chiedeva e consumava le prestazioni sessuali, in alcuni casi disquisendo con la donna in questione delle sue difficoltà economiche e delle bollette da pagare.

Una delle vittime, rimasta senza marito, senza lavoro e con i bambini da mantenere, avrebbe ottenuto l’alloggio popolare grazie al funzionario e senza mai nemmeno aver iniziato l’iter di legge che prevede i colloqui con gli assistenti sociali, il vaglio di una commissione o l’ingresso in un graduatoria.

A portare gli investigatori sulle tracce del funzionario è stato il sindaco di Rescaldina Michele Cattaneo che, insospettito da alcune anomalie nelle documentazioni a supporto del bilancio provenienti dagli uffici, si è presentato alla Guardia di Finanza con un esposto. Dalle anomalie nel bilancio, gli investigatori sono risaliti al funzionario, documentandone le condotte illecite. Una parte di indagini, relativamente ad alcuni appalti gestiti sempre dall’ufficio del funzionario arrestato, è ancora in corso. L’uomo, una volta arrestato dai finanzieri a casa sua, a quanto si apprende non avrebbe proferito parola. Portato in Comune per la perquisizione del suo ufficio, ha assistito al sequestro di varia documentazione che era in suo possesso. Quando al Comune perverranno le documentazioni ufficiali sulla sua posizione, potrebbe essere sospeso e, in caso di condanna, licenziato.

“La nostra amministrazione ci tiene alla legalità – commenta il primo cittadino – non sono stati due anni semplici – commenta oggi – convivere con un’inchiesta non è semplice”. Quella odierna, ha proseguito il sindaco “non sarà una delle pagine più belle del mio mandato, da cose come questa nascono poi situazioni migliori, ma il passaggio è sempre doloroso”.


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