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YOUTUBE Detenuto morto bollito sotto la doccia bollente: assolte le guardie

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Detenuto morto bollito sotto la doccia bollente

MIAMI – Darren Rainey, un detenuto che si trovava nel Dade Correctional Institution del sud della Florida, stava scontando una pena detentiva per possesso di cocaina. Nel giugno del 2012, le guardie lo hanno portato fuori dalla cella e lo hanno costretto a farsi la doccia in un box. I secondini hanno chiuso le porte una volta all’interno, impedendo a Rainey di uscire. A causa di questa vera e propria tortura, l’acqua bollente lo ha u****o.

La triste vicenda la riporta il Washington Post che scrive di “acqua che ha raggiunto temperature insopportabili per un essere umano”. Rainey, un 50enne che soffriva di schizofrenia, ha cominciato ad urlare “non ce la faccio più”, ha raccontato un detenuto che si trovava non molto distante dalle docce. Le guardie non hanno voluto ascoltare i suoi lamenti ed hanno continuato a tenerlo sotto l’acqua per circa due ore.

Quando le guardie si sono decise ad andare a vedere la situazione, Rainey giaceva morto sotto 7 centimetri di acqua bollente. La sua pelle era arrossata ed aveva cominciato a staccarsi. Parti di questa aveva cominciato a galleggiare accanto al corpo senza vita, racconta il Miami Herald citato dal Washington Post.

La morte di Rainey ha portato all’avvio di una indagine serratissima all’interno del penitenziario da cui si è scoperto che le docce venivano usate come luogo di tortura per i detenuti che si comportavano male. Il Miami Herald racconta che le guardie usavano, oltre all’acqua, anche sostanze chimiche con cui drogavano i detenuti per tenerli senza cibo. Ciò portava ad aizzarli e a compiere delle vere e proprie lotte tra di loro spesso fomentate da qui avrebbe dovuto impedire simili situazioni.

La morte di Rainey ha scoperchiato una pratica consolidata di “tortura”. Ciò non è però bastato a far imprigionare le quattro guardie coinvolte che, dopo due anni di processo, sono state assolte. Il pubblico ministero Katherine Fernandez Rundle ha infatti pubblicato un rapporto di 101 pagine sulla morte di Rainey in cui scrive di essere giunta alla conclusione che si è trattato di un incidente.

Secondo il rapporto, nulla prova che il sergente John Fan Fan e gli ufficiali Cornelius Thompson, Ronald Clarke e Edwina Williams abbiano agito per voler uccidere il detenuto. “Le prove non riescono a dimostrare che qualche ufficiale di correzione abbia agito in totale indifferenza della vita di Rainey”, ha scritto il pm nel rapporto. Rainey sarebbe morto a causa di una serie di fattori tra cui le complicazioni della schizofrenia, una malattia cardiaca non diagnosticata e la pratica (legale) e diffusa nelle carceri chiamata “confinamento nella doccia”. 

Gli investigatori hanno dichiarato che la desquamazione della pelle di Rainey non sarebbe stata causata dal calore della doccia, ma bensì dall’attrito e dalla pressione sul corpo che potrebbe essersi verificata quando i medici hanno cercato di ravvivare o spostare il suo corpo. Il rapporto conferma quanto scritto dal medico legale Emma Lew secondo la quale Rainey non aveva subito nessuna ustione.

L’avvocato della famiglia di Rainey, Milton Grimes, ha dichiarato all’Associated Press che la famiglia del detenuto è”delusa e con il cuore spezzato” per i risultati del rapporto. “Questa non è giustizia né per Darren né per la sua famiglia, né per i malati di mente che sono stati oggetto di abusi e maltrattamenti simili”, ha detto rassegnato Grimes.

Nel video Youtube che segue, il momento in cui il detenuto viene portato nelle docce.

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