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YOUTUBE Dj Fabo, nuovo appello: “Testamento biologico rinviato? E’ scandaloso”

YOUTUBE Dj Fabo, nuovo appello: "Testamento biologico rinviato? E' scandaloso"

ROMA – Dopo il suo video appello al Presidente della Repubblica, realizzato grazie al supporto dell’Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica, entrato negli smartphone e nei cuori dei cittadini italiani – con 1,5 milioni di visualizzazioni su Facebook e 130 mila su YouTube – DJ Fabo, alias Fabiano Antoniani, torna a parlare e commenta amaramente la situazione di stallo riportata dai notiziari: “Ho sentito che il Parlamento ha rinviato di tre settimane la legge sul testamento biologico e c’è il rischio che tutto vada perso. È scandaloso che i parlamentari non abbiano il coraggio di prendere la situazione in mano per tanti cittadini che vivono come me”, afferma DJ Fabo.

“La politica italiana vive in mezzo alle urgenze, ma le scelte dei malati non sono tra queste – dichiara Marco Cappato, Tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni e promotore della campagna Eutanasia legale – Se infatti PD e M5S riescono a mettersi d’accordo sui tempi della legge elettorale, sui tempi del testamento biologico prevale la politica del rinvio”.

Questo il messaggio che aveva inviato a Sergio Mattarella qualche tempo fa:

“Sono sempre stato un ragazzo molto vivace. Un po’ ribelle, nella vita ho fatto di tutto, ma la mia passione più grande è sempre stata la musica, suonare per gli altri mi faceva felice”, spiega l’ex Dj attraverso Valeria.

“Il 13 giugno 2014 sono diventato cieco e tetraplegico a causa di un incidente in macchina. Non ho perso subito la speranza però. In questi anni ho provato a curarmi, anche sperimentando nuove terapie. Purtroppo senza risultati. Da allora mi sento in gabbia. Non sono depresso, ma non vedo più e non mi muovo più”, racconta.

Per questo ha chiesto aiuto all’Associazione Luca Coscioni che, come ricorda lo stesso Fabo, “ha depositato in Parlamento una proposta di legge per legalizzare l’eutanasia, ma sono passati più di tre anni e non è stato deciso ancora niente. Signor Presidente, sappiamo che non spetta a lei approvare le leggi. Le chiediamo però di intervenire affinché una decisione sia presa. Per lasciare ciascuno libero di scegliere fino alla fine”.

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