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YOUTUBE Egitto, bomba al Cairo: l’esplosione nel cortile in cui giocavano i bambini

YOUTUBE Egitto, bomba al Cairo: l'esplosione nel cortile in cui giocavano i bambini

Egitto, bomba al Cairo: l’esplosione nel cortile in cui giocavano i bambini

IL CAIRO – La bomba che ha fatto strage nella chiesa copta Mar Girgis della città egiziana di Tanta, a nord del Cairo, è esplosa a pochi metri dal cortile in cui giocano, o meglio giocavano, i bambini.  Erano le 10 del mattino della domenica delle Palme, giornata importante per tutto il mondo cristiano. E mentre il bilancio delle vittime saliva e cominciavano ad arrivare le prime reazioni inorridite, è arrivata la notizia di un secondo attacco: questa volta ad Alessandria, ‘capitale’ della chiesa copta, sul sagrato della chiesa di San Marco.

In tutto sono 45 le vittime delle due stragi, subito rivendicate dall‘Isis con un minaccioso messaggio diffuso su internet, attraverso l’agenzia Amaq: “I miscredenti devono capire che pagheranno con il sangue dei loro figli, che scorrerà a fiumi”. Una rivendicazione firmata da “WilayatSinai”, “Provincia del Sinai”, la filiale egiziana del sedicente Stato islamico, una sigla nata nel 2014 che il 31 ottobre 2015 rivendicò l’abbattimento dell’aereo civile russo della Metrojet decollato da Sharm el Sheikh e diretto a San Pietroburgo, ma precipitato nel Sinai.

Poi, a partire dalla fine del 2016, la “Provincia del Sinai” ha iniziato a concentrarsi sugli attacchi contro i copti e i cristiani egiziani in generale. E alla vigilia di Natale del 2016 ha colpito con un attentato la chiesa dei Santi Pietro e Paolo al Cairo, uccidendo 25 persone.

San raffaele

La polizia egiziana ha arrestato due persone sospettate di essere coinvolte nell’attentato, mentre il presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi, ha dichiarato lo stato di emergenza in Egitto per tre mesi, una misura che estende ancora di più i già ampi poteri delle forze di polizia nel Paese, permettendo procedimenti giudiziari per civili ad opera di tribunali militari.

 

 

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