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YOUTUBE Eman, la donna più grassa al mondo, ha perso 250 kg. Ma la sorella: “Sta malissimo”

YOUTUBE Eman, la donna più grassa al mondo, ha perso 250 kg. La sorella: "Ma sta malissimo"

YOUTUBE Eman, la donna più grassa al mondo, ha perso 250 kg. La sorella: “Ma sta malissimo”

MUMBAI – Eman Ahmed Abdulati, egiziana, pesava ben 500 chilogrammi, ma dopo un intervento a Mumbai, in India, è scesa a 173 kg e nel giro di due settimane tornerà a casa, ad Alessandria d’Egitto. Il felice esito dell’operazione, tuttavia è stato avvelenato da una polemica esplosa tra la sorella di Eman, Shaimaa Selim, e i medici curanti.

In un video in arabo con sottotitoli in inglese, condiviso sui social, si vede Shaimaa mentre sostiene che la salute di Eman ora è fragile, il colorito è bluastro, ha subìto un secondo ictus e sofferto di convulsioni. I medici e gli amministratori del Saifee Hospital hanno respinto tutte le accuse e ribadiscono che “la ripresa di Eman è ancora in corso, un team di medici lavora instancabilmente giorno e notte, il progresso è molto incoraggiante. Una tac di Eman fornirà adeguate risposte, stiamo aspettando che arrivi sotto i 200 kg in modo che gli scanner possano sopportare il suo peso”, ha detto Muffazal Lakdawala, il principale medico coinvolto nel trattamento di Eman.

La scansione del cervello probabilmente rivelerà la causa della sua patologia ma mentre i medici ritengono che le convulsioni siano originate da un ictus subito tre anni fa dalla donna, la sorella è convinta che siano dovute a un nuovo coagulo di sangue a seguito dell’intervento.

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“Nessuno al mondo può perdere 300 kg in due mesi, non è una magia, dov’è la dimostrazione del prima e del dopo?”, ha detto Shaimaa. In risposta, le autorità del Saifee Hospital hanno prodotto la prima lettera che Shaimaa ha scritto a Lakdawala quasi nove mesi fa, in cui scriveva che Eman pesava “500 kg”. Nella prima settimana di ricovero è stata pesata mentre era nel letto e arrivava a 498 kg.

Eman è atterrata a Mumbai l’11 febbraio scorso, dopo che il ministro degli affari esteri Sushma Swaraj è intervenuto per ottenere un nullaosta per il trasporto con un’ambulanza aerea, peraltro arrivato immediatamente.

Huzaifa Shehab, direttore generale del Saifee Hospital, ha riferito che i “problemi” con la sorella, sono iniziati dopo che Eman è stata spostata dalla camera speciale al primo piano, attrezzata appositamente dall’ospedale, al settimo piano. “Eman era una paziente normale, i problemi legati all‘obesità venivano tenuti sotto controllo dai farmaci, non era attaccata a nessun apparecchio. Per noi era logico pianificare il ritorno a casa”.

L’ospedale aveva intenzione di dimettere Eman una volta scesa a 250 kg ed eventualmente, nel caso in cui non avesse perso peso in modo soddisfacente, farla tornare dopo un anno a Mombai per un secondo intervento.

Eman ha ancora una sonda gastrica che provvede alla nutrizione, poiché l’ictus di 3 anni fa ha compromesso la deglutizione, affermano i medici. E’ in terapia da un logopedista ma i progressi sono lenti.

Il parere medico è che Eman ora abbia bisogno di una serie di servizi di riabilitazione e dato che “può essere fatta ovunque, Eman può tornare ad Alessandria”, ha detto Shehabi, ma la sorella è convinta che non sarà facile.

Eman ha smesso di camminare quando aveva 11 anni e gli ultimi anni li ha trascorsi a letto. E’ stato soltanto nello scorso mese che un test genetico ha rivelato che soffre di una mutazione del gene LEPR, dell’insulina e del glucosio, che ha determinato l’enorme aumento di peso. Per la sua patologia probabilmente verrà iscritta per uno studio clinico di trattamento farmacologico negli Stati Uniti ma “prima che possa assumere il farmaco, dovranno passare sei mesi dall’intervento”, ha sottolineato Lakdawala ed Eman è stata operata il 7 marzo.

Prima di essere trasportata a Mombai, Eman è stata messa su un letto d’ospedale personalizzato, poi sollevato utilizzando una gru e caricato a bordo di un aereo merci. Per sistemarla al primo piano del Saifee Hospital è stato necessario l’intervento di una gru ma ora, ha perso così tanto peso “che può viaggiare in business class. Prenderemo i biglietti per due posti”, ha detto Lakdawala.

Ma Shaimaa Selim, sorella di Emal, ha una sua versione e nel video accusa il noto medico e l’ospedale di aver mentito per fini pubblicitari. “Era tutta una menzogna, prego per Eman affinché lasci questo posto sana e salva”, afferma nel filmato. La perdita di peso è stata rapida ma la famiglia sostiene che ora Eman verrà dimessa senza aver ricevuto cure adeguate. Eman sarà dunque riportata ad Alessandria ma la sorella afferma che dopo l’intervento ha sofferto di convulsioni.

Lakdawala respinge le accuse della famiglia: “Ha perso molto peso e ho rispettato la promessa che avrebbe potuto sedersi su una sedia. Ora soffre di problemi neurologici che non rientrano nella mia supervisione. La famiglia ha condiviso un video in cui mi accusa, e che sta circolando all’interno del consolato egiziano”.

Nel video, probabilmente girato il 14 aprile, si vede Eman immobile nel letto d’ospedale con la sonda gastrica, mentre la sorella si presenta come “Shimaa” e afferma che Eman da quando è stata ricoverata, ha avuto due ictus.  

“Il problema è che questo ospedale non è equipaggiato per un caso come questo. Si preoccupano solo dello show e della propaganda, di apparire sui mass media e non della salute del paziente. Eman non ha perso 240 o 260 kg ed è in una condizione critica: assume dosi massicce di farmaci per fermare l’attività cerebrale, il viso e la mani sono bluastri”, dice Shimaa mentre cammina nella stanza della sorella e la descrive “indifesa”, senza alcuna assistenza medica.

Secondo la famiglia, quando Eman ha avuto l’ictus i medici hanno rifiutato di sottoporla a una tac e, sostiene Shimaa, “hanno detto che a Mumbai non era disponibile”, aggiungendo che “avevano promesso i servizi igienici ma era una bugia”.


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