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YOUTUBE Etiopia, nelle miniere di sale della regione di Afar, a 60 gradi

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ADDIS ABEBA – Etiopia, al lavoro in miniera con 60 gradi per guadagnare 4 euro al giorno, in uno dei posti più caldi della Terra. E’ la regione di Afar, un triangolo di sabbia e minerali che si trova 300 metri sotto il livello del mare e dove raramente si scende sotto i 50 gradi centigradi.

Qui 750 minatori sono autorizzati dal feroce governo di Addis Abeba a lavorare nella cava, scavando nelle rocce solo con l’aiuto di utensili fatti a mano.

I blocchi di sale vengono poi caricati su dei cammelli e trasportati così per 50 miglia, in direzione di Berahile. I minatori tagliano i blocchi di sale a mano prima di caricarli sui cammelli.

Il Deserto dei Dancali, ed in particolare l’area che circonda il lago Afdera, è il luogo da cui proviene il cento per cento del sale prodotto in Etiopia.

Ogni giorno circa duemila dromedari e mille muli passano attraverso questo deserto per trasportare blocchi di sale a Berahile, a circa 50 miglia di distanza. I 750 minatori registrati estraggono circa un milione e trecentomila tonnellate di sale a mano.

Per comprendere l’importanza del sale in questo luogo basti pensare che in passato veniva utilizzato come moneta di scambio. Nel pieno deserto non si sente alcun odore, perché l’aria è secca, ma vicino alle fonti d’acqua si possono sentire gli odori di sale e zolfo.

Il fotografo e viaggiatore Joel Santos è stato in quella zona proprio per catturare con la sua macchina fotografica l’arida bellezza di quel deserto.

“Ho sentito l’urgenza di raccontare la storia dei minatori. Lavorano in uno dei luoghi più caldi del mondo e non guadagnano più di cento o duecento euro al mese”.

Il quotidiano britannico MailOnline ha pubblicato le sue sorprendenti fotografie.

 

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