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YOUTUBE Fossano, cavalcavia crollato. Ingegneri di Cuneo: “Problemi di manutenzione”

YOUTUBE Fossano, cavalcavia crollato "per problemi di manutenzione". Ingegneri di Cuneo all'attacco

YOUTUBE Fossano, cavalcavia crollato “per problemi di manutenzione”. Ingegneri di Cuneo all’attacco (foto Ansa)

FOSSANO (CUNEO) – Il cavalcavia crollato a Fossano, vicino Cuneo, forse aveva problemi di manutenzione. Almeno questo è quello che dice l’Ordine degli Ingegneri della provincia piemontese. Nel crollo è rimasta schiacciata un’auto dei carabinieri, fortunatamente senza conseguenze.

Lo riferisce Paolo Scola su La Stampa:

Adriano Scarzella, ingegnere, vicepresidente dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Cuneo e referente per le questioni strutturali: «L’ipotesi più probabile, alla sola luce delle foto che ho visto, è questa: il viadotto pare in parte prefabbricato, cioè composto all’interno da cavi pretensionati. Mi pare abbia ceduto un giunto, nel quale si vedono cavi tranciati. La rottura potrebbe essere stata provocata da problemi di manutenzione. Per esempio, d’inverno lo spargimento del sale crea infiltrazioni d’acqua e grande corrosione dei trefoli, che alla lunga possono essere danneggiati. Cedendo il giunto, si è verificato il cosiddetto “crollo a ginocchio”, cioè il cedimento del giunto dall’altra parte. Questa la spiegazione ingegneristica. Poi possono essercene altre fantasiose. Di certo c’è che gli ingegneri vorrebbero cose ben fatte, soldi sufficienti e manutenzione adeguata».

Avevano appena fermato un’automobilista, per un controllo di routine, e stavano per restituirgli i documenti quando è crollato tutto. Due carabinieri della stazione di Fossano sono salvi “per miracolo”, la loro auto di servizio schiacciata a pochi metri di distanza dal crollo del cavalcavia della tangenziale. “Abbiamo sentito degli scricchiolii, qualche secondo dopo è venuto giù il ponte”, è il racconto dei due militari, illesi ma sotto choc, che richiama alla memoria altre tragedie analoghe degli ultimi mesi. Lo schianto, sul quale l’Anas ha avviato una indagine interna e il ministro Delrio ha annunciato l’istituzione di una commissione di esperti, lancia l’ennesimo allarme sulle condizioni di sicurezza delle infrastrutture viarie italiane. “Erano passate da poco le 15 e stavamo per ultimare le fasi di un controllo”, racconta il maresciallo aiutante Giuseppe Marcigliano, 55 anni. Accanto a lui il carabiniere Vincenzo Matera, 25 anni, gli alamari appena apposti sulla divisa. “Paura? Come è ovvio che sia… – osserva -, per fortuna non ci siamo fatti nulla”. La procura di Cuneo ha aperto un’inchiesta per accertare le cause e le eventuali responsabilità del cedimento. Crollo colposo di costruzione è il reato ipotizzato, al momento contro ignoti, per “un fatto gravissimo che poteva essere molto offensivo”, dice il procuratore capo Francesca Nanni.

L’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Pier Attilio Stea, che chiederà una perizia per stabilire se l’incidente sia dovuto ai progetti, all’esecuzione dei lavori o ai materiali utilizzati. “Soltanto per fortuna non ci sono morti e feriti – commenta il sindaco di Fossano, Davide Sordella – ma il crollo ha causato comunque gravi danni”. La tangenziale, completata a metà anni Novanta, è stata chiusa al traffico e, complice anche lo stop contemporaneo per lavori del raccordo con l’autostrada Torino-Savona, nella zona ci sono chilometri di coda. “Non è assolutamente accettabile che costruzioni che hanno poco più di 25 anni possano esporre a questi rischi la popolazione”, commenta il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, che chiede all’Anas di verificare la sicurezza “di tutte le strutture del Piemonte costruite con caratteristiche simili”. “Ciò che è accaduto a Fossano è inquietante, è necessario che vengano chiarite in modo rapidissimo le ragioni”, sottolinea il ministro cuneese per gli Affari regionali, Enrico Costa.

Quello di Fossano è solo l’ultimo di una serie di cavalcavia caduti negli ultimi mesi. Un crollo simile ha causato un morto lo scorso 28 ottobre ad Annone, in provincia di Lecco; due quelli provocati dal cedimento di un ponte sulla A14 nei pressi di Ancona, lo scorso 9 marzo. “L’#Italiacrolla, non vedo l’ora di poterla ricostruire. P.s. È ora che chi sbaglia finisca in galera!”, scrive su Twitter il leader della Lega Nord, Matteo Salvini. “L’Italia cade a pezzi, mentre il governo stanzia 4 miliardi e 600 milioni di euro per l’immigrazione clandestina”, aggiunge Edmondo Cirielli, deputato di Fratelli d’Italia, mentre la parlamentare pentastellata Paola Taverna chiede “che i responsabili paghino e paghino caro tutto quello che dobbiamo subire”

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