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YOUTUBE Furti al bancomat con la “forchetta”: ecco come rubavano le banconote

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ROMA – Sgominata una banda specializzata nei furti al bancomat a Roma. Tre cittadini romeni di 28, 45 e 46 anni, sono finiti in manette. Il metodo usato, scoperto dai Carabinieri della Stazione San Lorenzo in Lucina, era quello del cash trapping, una tecnica che prevede la manomissione degli sportelli bancomat attraverso un congegno in modo da favorire l’uscita delle banconote. Il gruppetto infatti aveva applicato ad uno dei tre sportelli di un istituto di credito di via del Corso, con del nastro biadesivo, una maschera metallica, del tutto identica a quella originale che faceva da tappo alla fessura da dove venivano erogate le banconote, trattenendole al suo interno.

Gli altri due sportelli erano stati manomessi in modo da spingere i clienti ad usare quello modificato. I Carabinieri sono riusciti a bloccare i tre mentre stavano smontando l’apparecchiatura e recuperando 480 euro in contanti di un ignaro utente che, pensando ad un guasto, aveva lasciato perdere. Trovati in possesso anche di un’altra mascherina modificata, i tre arrestati sono ora in attesa del rito direttissimo. I carabinieri ricordano che, nel caso in cui dopo un’operazione di richiesta di contante ad uno sportello Bancomat, non dovessero uscire le banconote, non bisogna assolutamente allontanarsi dallo sportello ma verificare, per quanto possibile, se ci sono “placche tappo” posticce e nel caso, avvertire immediatamente il personale della banca o le forze dell’ordine.

Ed anche a Torino due rumeni sono stati arrestati in flagranza  per tentato furto aggravato. Anche in questo caso si tratta di due “cash trappers” che nell’ultimo mese avevano monetizzato più di 10mila euro. A Torino sono state oltre quindici le denunce presentate alla Polizia Postale e delle Comunicazioni da Direttori di filiali di Poste e privati cittadini, derubati del proprio denaro a seguito della mancata erogazione del contante richiesto in fase di prelievo.

Le indagini del Compartimento Polizia Postale di Torino, con il coordinamento del Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, a fianco dei tradizionali metodi investigativi attraverso un capillare monitoraggio degli istituti di credito coinvolti, ha attivato un “pedinamento” informatico dei criminali che ha consentito agli investigatori di ricostruire le tracce dell’attività criminale.

Sono stati fermati mentre erano in attesa di monetizzare l’ultimo colpo alla filiale di Poste nella centrale Via Nizza. Nel corso della perquisizione sono stati trovati strumenti atti allo scasso, un’ingente quantità di denaro e alcune carte usate per azionare l’apertura delle bocchette. Il confronto delle riprese video dei circuiti di sorveglianza e gli ulteriori elementi raccolti dagli investigatori della Polizia Postale, consentiranno di verificare se i due rumeni sono responsabili anche di altri analoghi episodi.

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