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YOUTUBE Goebbels, la ex segretaria: “Mai saputo dello sterminio degli ebrei”

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BERLINO – “Non abbiamo mai saputo nulla dello sterminio degli ebrei“: a parlare è Brunhilde Pomsel, 105 anni, ex segretaria del ministro della propaganda nazista Joseph Goebbels, l’ideologo del Terzo Reich. Le sue memorie sono stati raccolti nel documentario “Una vita tedesca” (“Ein deutsches Leben”) che uscirà in autunno negli Stati Uniti.

La ex segretaria ricorda come solo con la fine della seconda guerra mondiale, con la caduta del nazismo, sono state rese note le atrocità commesse dai nazisti. Nel 1942, l’allora giovane Bruhnilde era una delle segretarie di Goebbels. Adesso è una delle poche sopravvissute dell’entourage del gerarca.

Nata a Berlino nel 1911, da ragazza aveva lavorato come stenografa per un avvocato ebreo e poi come dattilografa per un nazionalista di destra. Nel 1933 un conoscente del Partito nazionalsocialista tedesco le aveva procurato un lavoro alla radio e nel 1942 venne trasferita al ministero della Cultura e Propaganda alle dipendenze di Goebbels.

Bruhnilde racconta di essersi iscritta al Partito nazista soltanto per ottenere quel posto:

“Perché non avrei dovuto farlo?, si domanda. Tutti lo facevano. Tutto il Paese era come sotto una sorta di incantesimo. Sono stata lusingata di lavorare lì, perché era un premio per essere stata una dattilografa molto veloce. Nuotavo nel denaro, anche se non esisteva nulla da comprare”.

La signora descrive Goebbels come un

“nano delirante”, un “narcisista, freddo e rigido come il bastone da passeggio che portava”, che però era “l’unico vero intellettuale in quella massa di disadattati che componevano la cerchia intima di Hitler”.

Adesso Brunhilde si pente di essersi disinteressata a quanto stava accadendo. Fu lei a battere a macchina, nel 1943, il discorso di Goebbels sulla “guerra totale agli ebrei”, ma sostiene di non aver avuto la minima idea del significato di quelle parole:

“Semplicemente, non stavo a sentire. Perché non m’interessava. È stato stupido, da parte mia. Lo so. Sapevamo che esisteva Buchenwald. Sapevamo che c’era un campo. E che gli ebrei venivano portati lì. Credo alla gente che dice che potevamo fare qualcosa per gli ebrei. Però nessuno ha fatto niente”.

Bruhnilde venne arrestata dai russi e restò in carcere fino al 1950. Riguardo alla decisione di raccontare i suoi ricordi nel documentario, dice:

“Avevo paura. I registi mi dissero che stavano preparando qualcosa che doveva restare per sempre, perché certe cose bisogna registrarle, mantenerne il ricordo. Molta gente aveva parlato di me dal proprio punto di vista. Adesso toccava a me e accettai”.

 

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