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YOUTUBE India, treno deragliato: bilancio delle vittime sale a 147 morti

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NEW DELHI  –  E’ salito ad almeno 147 morti e quasi 200 feriti, 58 dei quali in condizioni gravi, il bilancio dellincidente ferroviario avvenuto domenica 20 novembre in India, nello stato dell‘Uttar Pradesh, vicino a Kanpur. Oggi, lunedì 21 novembre, i soccorritori sul posto hanno sospeso la ricerca di eventuali sopravvissuti.

Il ministero dei Trasporti indiano ha stilato una prima lista di 180 dei circa 200 feriti e fa sapere che non tutti i morti sono ancora stati identificati. I soccorritori hanno sollevato e rimosso in serata l’ultimo dei 14 vagoni deragliati ieri notte grazie a due gigantesche gru. Sotto i vagoni non sono stati trovati nuovi cadaveri. Per farsi strada nelle carcasse dei vagoni (due dei quali completamente accartocciati) hanno usato vari macchinari.

Si tratta del più grave incidente ferroviario in India da quello di Gaisam, nell’Assam, del 1999 (250 morti). Sembra che a causare il deragliamento delle 14 carrozze dell’Indore-Patna Express sia stata una “rottura nei binari”.

Ravi Kant Singh, magistrato incaricato di indagare sulla sciagura, ha escluso l’ipotesi di attentato terroristico (nella regione sono attivi gruppi di maoisti che in passato hanno fatto saltare i binari delle ferrovie).

La tragedia si è prodotta all’improvviso molto prima dell’alba, verso le 3 (le 22:30 italiane), quando il treno viaggiava verso Patna, capitale dello Stato di Bihar. Sorprendo nel sonno i 500 passeggeri, una dopo l’altra, motrice e carrozze, sono uscite dai binari rovesciandosi.

Si è subito capito che ad avere avuto la peggio erano stati quattro vagoni letto. Due si sono letteralmente fusi uno dentro l’altro per la violenza dell’urto, producendo il maggior numero di vittime, mentre gli altri due si sono accartocciati intrappolando inesorabilmente i passeggeri.

Dato il momento della sciagura e la distanza dai centri abitati i soccorsi si sono messi in moto solo in mattinata, e questo ha aggravato l’angoscia dei passeggeri rimasti intrappolati e dei parenti che nelle stazioni volevano notizie di famigliari e amici. I soccorritori sono stati fra l’altro costretti a procedere con grande cura nell’operazione di taglio delle lamiere delle carrozze utilizzare solo strumentazione a freddo per non mettere in pericolo, con fiamma ossidrica o altro, la vita di chi attendeva di essere salvato.

Raj Kumar Gupta, sopravvissuto in uno dei vagoni letto che hanno avuto la peggio nel disastro, ha dichiarato che “ad un certo punto mi sono svegliato di soprassalto perché il vagone ballava incredibilmente. Poi tutti siamo caduti gli uni sugli altri, e la carrozza si è fermata e rovesciata a 25 metri dai binari. Fuori era buio pesto, e faceva freddo”.

Le Ferrovie indiane trasportano ogni giorno 20 milioni di persone, ma le infrastrutture sostanzialmente sono ancora quelle costruite all’epoca della colonia britannica.

(Foto Ansa)

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