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YOUTUBE Ivanka Trump prende il posto del padre al G20. Critiche negli Usa: “Non siamo una monarchia”

YOUTUBE Ivanka Trump prende il posto del padre al G20. Critiche negli Usa: "Non siamo una monarchia"

YOUTUBE Ivanka Trump prende il posto del padre al G20. Critiche negli Usa: “Non siamo una monarchia” (Foto Ansa)

AMBURGO – Donald Trump lo aveva detto di prima mattina: “Sono molto orgoglioso di Ivanka e del grande lavoro che svolge”. Detto fatto: al G20 di Amburgo, quando il presidente statunitense, ago della bilancia nei dossier più spinosi del vertice, si è dovuto allontanare per un bilaterale, al suo posto si è seduta lei, Ivanka, 35 anni, la figlia prediletta. Ma in patria non l’hanno presa bene, nemmeno gli stessi repubblicani: “Siamo una Repubblica, non una monarchia”, ha sottolineato Matthew Dowd, stratega politica che nel 2004 guidò la campagna per la rielezione nel 2004 di George W. Bush.

Tra lo stupore dei leader, attorno al paludatissimo tavolo del vertice, con grande naturalezza Ivanka ha partecipato ad una sessione del vertice, sostituendo in tutto e per tutto l’uomo più potente del mondo, seduta tra la premier britannica Theresa May e il presidente cinese Xi Jimping

Difficile capire se si è trattato di un gesto studiato per essere simbolico, una sorta di investitura, o di una delle tante alzate di testa di Trump che anche al G20 ha voluto dimostrare di poter prendere decisioni improvvise, inaspettate e decisamente fuori dal protocollo. Fatto sta che una cosa del genere non era mi accaduta prima dell’era Trump.

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In patria sono piovute critiche, dei media e non solo. “E’ una cosa che non ha senso – ha attaccato su tutti la deputata democratica Maxine Waters sulla Msnbc – solo per dare una vetrina alla figlia, Trump l’ha fatta sedere in un consesso di leader mondiali di cui non sa nulla”. ”Ivanka ha occupato il posto del padre a fianco di Xi Jinping. Secondo me è una cosa da repubblica delle banane per gli Stati Uniti essere rappresentati da una figlia senza esperienza”, ha twittato Nikolas Kristoff, columnist del New York Times.

Per David Rothkopf, columnist del Washington Post, è ”grottesco”, uno ”schiaffo in faccia agli altri leader del G20, agli altri alti dirigenti dell’amministrazione, al popolo americano”. ”Perché una vip newyorkese non eletta, non qualificata e impreparata è la migliore persona a rappresentare gli interessi nazionali americani?”, gli ha fatto eco Anne Aplebau, vincitrice del premio Pulitzer.

”Il G20 non è portare tua figlia al work day”, ha twittato la giornalista e blogger Elisabeth Spiers. ”Ivanka Trump, non eletta, non qualificata, daughter-in-chief, sta rappresentando gli Usa al G20 vicino a May, Xi, Merkel”, ha ‘cinquettato’ Brian Klaas, ricercatore ad Oxford.

Critiche anche tra le file repubblicane: ”Potete immaginare cosa i fan repubblicani e di Trump avrebbero detto se Chelsea (Clinton, ndr) o Malia (Obama, ndr) avessero fatto lo stesso? Noi siamo una Repubblica non una monarchia”, ha detto Matthew Dowd, stratega politica che nel 2004 guidò la campagna per la rielezione nel 2004 di George W. Bush.

(Foto Ansa)

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