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YOUTUBE Kim Jong-Un con sigaretta durante la campagna anti-fumo FOTO

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PYONGYANG – Kim Jong-Un sembra proprio predicare bene e razzolare male: dopo aver lanciato una campagna antifumo, il corpulento dittatore nord coreano durante la visita al Children Champ di Mangyongdae a Pyongyang, non ha esitato a mostrarsi con la sigaretta accesa tra le dita.

Il leader nordcoreano spesso nel corso dei suoi viaggi dispensa la sua saggezza su questioni che vanno dalla produzione agricola allo sviluppo di armi nucleari.

Nel mese di maggio, la agenzia di Stato Kcna ha riferito che la Corea del Nord aveva ridotto “il più possibile”, l’area di terra riservata alla coltivazione del tabacco e sostenuto che il tasso di fumatori tra gli uomini, nel 2013 era dell’8% in meno rispetto a quattro anni precedenti. “Ogni giorno che passa, il numero dei non fumatori è notevolmente in aumento”, aveva reso noto la Kcna.

Nel frattempo, tra la Corea del Nord e la Corea del Sud la tensione continua aumentare da quando il Nord, a gennaio, ha effettuato il quarto test nucleare seguito, a febbraio, dal lancio di un razzo/satellite a lungo raggio a causa del quale il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha imposto nuove sanzioni contro Pyongyang.

Nel mese scorso, poi, l’attrito è aumentato dopo due casi di defezioni di gruppo da parte del personale dipendente nordcoreano che lavorava in alcuni ristoranti in Cina. Dodici donne e il direttore del ristorante sono arrivati a Seul nel mese di aprile, e altre tre – di un ristorante diverso – li hanno seguiti a ruota questa settimana.

La Corea del Nord insiste che le persone sono state ingannate e sequestrate da agenti dei servizi segreti della Corea del Sud ma Seul nega categoricamente.Riferendosi al recente caso delle tre donne che avevano lavorato come cameriere in un ristorante nella provincia cinese settentrionale di Shanxi, il portavoce ha detto che sono rimaste vittime di un raffinato “rapimento premeditato”. Ha affermato che gli agenti sudcoreani hanno allontanato “le donne dal posto di lavoro e sono arrivate a Seul attraverso la Thailandia e il Laos”.

Il Ministero di Unificazione di Seul ha respinto le accuse, definendole “infondate”, e ha aggiunto che la Corea del Nord potrebbe invece impiegare meglio il tempo a esaminare il motivo per cui i cittadini vogliono fuggire.

Il governo sudcoreano stima che Pyongyang, grazie ai suoi 130 ristoranti in 12 Paesi, tra cui la vicina Cina, rastrelli ogni anno circa 10 milioni di dollari.

Le dure sanzioni dell’Onu imposte alla Corea hanno ridotto in modo significativo la capacità di guadagnare moneta forte e questo ha reso i ristoranti una fonte ancora più importante di reddito rispetto al passato.

Un’altra recente fonte di tensione è stata la risposta negativa della Corea del Sud a una proposta di Kim Jong-Un per tenere colloqui militari al fine di stemperare la situazione. Seul ha sostenuto che l’offerta somiglia a poco più di quello che può essere definito solo un atteggiamento diplomatico visto il rinnovato impegno di Kim ad ampliare l’arsenale nucleare del Nord.

Il Comitato del Nord per la riunificazione pacifica della Corea ha affermato che il rifiuto della Corea del Sud è stato ostile. “Se ci voltano le spalle, il risultato sarà infelice. La nostra risposta li condurrà velocemente verso l’autodistruzione”, scrive in una nota. A Seul il ministero per l’Unificazione, in tutta risposta afferma che la bellicosa retorica sottolinea la duplicità insita nella proposta dei colloqui e il portavoce Jeong ha detto: “Le richieste di dialogo erano solo un atteggiamento falso”.

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