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YOUTUBE Kruscev, quel 12 ottobre in cui brandì la scarpa all’Onu

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NEW YORK – Era il 12 ottobre del 1960, esattamente 56 anni fa, quando l’allora segretario generale del Pcus (il Partito comunista dell’Unione Sovietica) Nikita Kruscev, durante una assemblea delle Nazioni Unite al palazzo di vetro di New York, si tolse una scarpa e la brandì minaccioso. Protestava così contro l’intervento dell’oratore filippino Lorenzo Sumulong che aveva poco prima accusato l’Unione Sovietica di imperialismo nei confronti dei Paesi dell’Europa dell’est.

La scarpa, di colore chiaro, con i lacci, rimase sul tavolo di Kruscev per tutta la durata della seduta all’Onu. In seguito alcuni diplomatici dissero che non si era mai capito se il leader russo avesse usato davvero una delle sue scarpe, se ne avesse presa una in prestito dal ministro degli Esteri Andrej Gromiko, che gli stava accanto, o ne avesse portata una apposta nella borsa, per batterla sul tavolo.

Il suo gesto arrivò dopo che il delegato filippino aveva dichiarato nel suo intervento che “la risoluzione proposta dall’Urss sul diritto inalienabile all’indipendenza dei popoli dovrebbe essere estesa anche alle genti dell’Europa orientale e di ogni altro Paese che sono state private del libero esercizio dei diritti politici e civili inghiottiti, per così dire, dall’Unione Sovietica”.

Kruscev, dopo aver chiesto invano al presidente dell’assemblea di richiamare il delegato filippino “all’ordine”, prima sbatté i pugni sul tavolo, poi la scarpa.


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