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YOUTUBE Linciato in un’università del Pakistan per blasfemia

 Linciato in un'università del Pakistan per blasfemia

Linciato in un’università del Pakistan per blasfemia

ISLAMABAD – La polizia pachistana ha arrestato 22 persone accusate di aver partecipato al linciaggio di uno studente di giornalismo dell’Univeristà Abdul Wali Khan di Mardan (provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhwa), da parte di compagni che lo hanno accusato di blasfemia.

Nel quadro delle indagini relative all’omicidio, il 13 aprile scorso, di uno studente di giornalismo nell’Università ‘Abdul Wali Khan’ di Mardan In una conferenza stampa l’ispettore generale della polizia provinciale, Salahuddin Khan Mehsud, ha sostenuto che le indagini svolte finora non hanno permesso di trovare alcuna prova che la vittima, e gli altri due studenti feriti di nome Abdullah e Zubair, si fossero macchiati del reato di blasfemia.

“Gli arrestati sono stati identificati attraverso le tv a circuito chiuso – ha detto da parte sua un portavoce della polizia di Mardan – e saranno presto portati davanti ad un tribunale antiterrorismo”. Il Pakistan ha una delle leggi più dure e allo stesso tempo permissive di tutto il mondo islamico, prevedendo una facile applicazione della pena di morte anche sulla base di semplici testimonianze, senza prove.

Al di là delle indagini, sono discordanti le testimonianze sull’accaduto. Secondo Dawn.com. lo studente 23enne è stato accusato di appartenere a una setta islamica che prevede l’arrivo di Cristo alla fine del mondo. Al ragazzo,l secondo il gioranle pakistan Tribune, non è stato nemmeno concesso il funerale.  E un poliziotto pakistano ha detto: “Ha avuto quello che meritava”. Su YouTube il video del linciaggio. 

Un secondo video pubblicato sempre dal sito Dawn,com,  mostra quello che è accaduto dopo all’università. Un gruppo di testimoni si impegna a non rivelare il nome della persona che ha u****o il giovane. “Nessuno dovrebbe rivelare il suo nome. Se se qualcuno lo fa ha tradito il Profeta. Pace per lui”, spiega uno dei leader religiosi dell’università.

 

 

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