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YOUTUBE Lucca, G7. Duri scontri tra polizia e centri sociali: cariche a difesa della Zona Rossa

Lucca, G7 Esteri. Duri scontri tra polizia e centri sociali
Lucca, G7 Esteri. Duri scontri tra polizia e centri sociali

Lucca, G7 Esteri. Duri scontri tra polizia e centri sociali

LUCCA – Un corteo sfilato pacifico per quasi tre ore ma dove, improvvisamente, è salita la tensione e tra i manifestanti è apparsa una grata di ferro, una rete metallica, dietro la quale un centinaio di giovani dei Centri sociali si sono riparati per fronteggiare le forze dell’ordine schierate a Porta San Jacopo. Subito dopo sono stati accesi alcuni fumogeni e lanciati i primi petardi contro agenti e carabinieri in assetto antisommossa.

La tensione è salita nella giornata di ieri, martedì 11 aprile, ma il tentativo di sfondare il cordone dei blindati e entrare nel centro storico per manifestare davanti ai ministri degli Esteri del G7, riuniti in palazzo Ducale a Lucca, è fallito grazie a una carica di alleggerimento ‘prolungata’ delle forze dell’ordine che ha disperso i manifestanti. Alla fine sei agenti sono rimasti contusi (tra loro anche un funzionario) e almeno un ferito è stato registrato tra i manifestanti perchè portato in ospedale e qui, sembra, fermato. Tra i giovani altri sarebbero rimasti contusi ma avrebbero evitato di ricorrere alle cure mediche per evitare problemi con la giustizia.

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E’ successo tutto intorno alle 18.00, dopo che il corteo con i rappresentanti dei Centri sociali di altre città toscane era arrivato in piazza don Baronio e si era riunito con i manifestanti di Lucca e delle province della costa che erano nel vicino Centro sociale. Il corteo, circa 300 persone, è quindi tornato verso la stazione ferroviaria sempre passando dal viale che corre esterno alle mura. Nessun problema davanti a Porta Santa Maria, anche questa presidiata, ma 300 metri più avanti la mossa per provare a sfondare.

La risposta delle forze dell’ordine è stata, come detto, una carica di alleggerimento ma molto prolungata, almeno fino a quando i manifestanti non si sono dispersi nelle strade laterali, inseguiti da agenti e carabinieri con dietro i furgoni blindati e le loro sirene. Come sempre, in questi casi, tra quanti che protestavano contro il G7, qualcuno si è dissociato dagli scontri ma ha applaudito polemicamente gli agenti mentre a Porta San Jacopo arrivavano le prime ambulanze e i sanitari medicavano i contusi. Quando il corteo si è ricompattato i giovani sono riusciti a farsi restituire il loro furgone ‘bloccato’ all’inizio della carica, ma non a far rilasciare i due o tre manifestanti che, secondo loro, sono stati fermati dagli agenti e portati in questura.

Per chiedere il loro rilascio si sono quindi diretti verso la stazione e una volta davanti alla questura hanno improvvisato un sit-in assicurando che non si sarebbero mossi fino al rilascio di tutti i fermati. All’interno delle mura, nel centro storico, solo l’urlo delle sirene ha fatto realizzare a una città ‘deserta’ già da stamani che fuori stava succedendo qualcosa di non previsto. Per la verità già nei giorni scorsi i centri sociali avevano annunciato che non avrebbero accettato i divieti imposti al corteo che aveva ottenuto il permesso di sfilare ma solo fuori da quelle zone che non erano state identificate come ‘rosse’, ma blu, verdi e gialle. Cambiava il colore ma non la sostanza: sì alla manifestazione ma lontana dai ministri. E così è stato. Fuori i maggiori problemi li hanno avuti gli automobilisti lucchesi: per loro divieto di accesso al centro storico e continui blocchi per la manifestazione fino a tarda sera. L’Agenzia Vista ha pubblicato un video degli scontri.

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