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YOUTUBE Madonna alla Marcia delle donne: parolacce in diretta e le tv…

YOUTUBE Madonna alla Marcia delle donne: parolacce in diretta e le tv...

Madonna alla Marcia delle donne: parolacce in diretta e le tv…

WASHINGTON – ”E’ l’inizio della nostra storia: la rivoluzione parte da qui. Noi non abbiamo paura”. E poi ancora “Vaffanculo, andiamo a dare fuoco alla Casa Bianca”. Ecco solo parte dello show di Madonna, alla marcia delle donne contro Donald Trump a Washington. Madonna nel suo intervento in diretta tv si è lasciata andare all’uso di parolacce, imbarazzando i network americani collegati in diretta, che hanno tagliato corto, togliendo il collegamento e interrompendo Madonna.

Una marea umana a Washington per la marcia delle donne, una mobilitazione nata da un’idea lanciata su Facebook e diventata un evento storico con centinaia di migliaia di persone che, nel primo giorno dell’amministrazione Trump, si sono riversate nella capitale per far sentire la propria voce, per dare forma alla protesta contro un presidente che “non ci rappresenta”, dicono.

E il messaggio è forte e chiaro nella mobilitazione che ha pochi precedenti, al punto che l’organizzazione dell’evento è costretta a cambiare i piani all’improvviso per gestire l’enorme partecipazione, oltre ogni aspettativa. E quando la marcia parte cambia anche il tragitto: si va verso la Casa Bianca. Si parla di oltre 500 mila persone che come un fiume in piena si sono riversate lungo le principali arterie della città.

Ci sono tutti i colori dell’America in questa massa umana, ci sono tutte le generazioni, ci sono gli uomini scesi in piazza da “alleati” delle donne, ci sono famiglie intere, con bambini piccoli. Ci sono i padri e le figlie. I nonni e i nipoti. C’è chi ha guidato per dieci ore per essere qui. Chi è arrivato in treno o in bus. E per tutta la mattinata i vagoni della metropolitana hanno viaggiato pienissimi.

Qualcuno ha cominciato a scandire slogan e intonare canti fin da lì, nonostante la calca. Alle fermate designate per la manifestazione scendono tutti e alzano subito i cartelli: Black Lives Matter, R-E-S-P-E-C-T, “I diritti delle donne sono diritti umani”, “La diversità rende l’America grande ADESSO!”. Sono tra le migliaia di messaggi, dai più classici ai più creativi. E non si contano i pussyhat, i cappellini rosa nati da un’idea di due amiche californiane e diventati simbolo della protesta. Li indossano anche i moltissimi uomini che marciano con le mogli, le figlie, le amiche, le sorelle.

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