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YOUTUBE Maria Elena Boschi contestata alla Festa dell’Unità a Bologna

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BOLOGNA – Dura contestazione al ministro delle riforme, Maria Elena Boschi, durante un suo intervento alla Festa dell’Unità di Bologna sabato sera. Dopo pochi minuti dall’inizio del suo intervento sul referendum costituzionale, dalla platea si sono alzati numerosi studenti e insegnanti di Link-coordinamento universitari Bologna che hanno esposto cartelli e l’hanno contestata.

La ministra ha invitato i contestatori a salire sul palco per esporre i motivi della loro contrarietà alla riforma, ma sono stati immediatamente accompagnati fuori dall’imponente servizio organizzato dalle forze dell’ordine e sono stati identificati, fra le loro proteste. In sala tutti i partecipanti sono stati ‘filtrati’ dalle forze dell’ordine. I contestatori, una ventina, si sono seduti in platea, mischiandosi ai sostenitori del sì ed hanno cominciato la loro protesta esponendo alcuni cartelli con i quali esprimevano la loro contrarietà alla riforma, qualche minuto dopo l’inizio dell’intervento. Fuori dalla sala, dove molte persone erano rimaste ad ascoltare l’intervento diffuso dagli altoparlanti, alcuni passaggi dell’intervento del ministro sono stati contrassegnati dalle contestazioni di un gruppo di insegnanti.

LA DENUNCIA DEI MANIFESTANTI – “Siamo stati trascinati duramente, le forze dell’ordine hanno usato una forza esagerata, buttando alcuni di noi a terra e provocando visibili segni delle colluttazioni. Stigmatizziamo fortemente il comportamento delle forze dell’ordine e del Pd, che mostrano tutta la distanza di questo governo dai cittadini”: questo il commento di Link, coordinamento universitari Bologna, il giorno dopo la contestazione al ministro delle riforme. “Mentre la ministra recitava la solita retorica sulla riforma costituzionale – afferma un portavoce di Link – abbiamo preso parola dalla platea chiedendo di poter intervenire in un dibattito che il governo ha fin da subito tentato di chiudere in partenza, sollevando cartelli che sottolineavano la torsione autoritaria che il governo Renzi ha imposto alla società. Abbiamo voluto evidenziare la mancanza di dialogo sociale di un governo che, come i precedenti, ha imposto fallimentari politiche liberiste e di austerità: è il momento di dire basta, su scuola, lavoro, sanità, diritti, Costituzione, vogliamo decidere noi come generazione esclusa, dimenticata e precaria”.

(Foto Ansa)

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