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YOUTUBE Napolitano contro le elezioni anticipate: “Abnormi, in tutti i Paesi si vota a scadenza naturale”

YOUTUBE Napolitano contro le elezioni anticipate: "Abnormi, in tutti i Paesi si vota a scadenza naturale"

YOUTUBE Napolitano contro le elezioni anticipate: “Abnormi, in tutti i Paesi si vota a scadenza naturale”

ROMA – E’ “abnorme” e “paradossale” il voto anticipato, tanto più frutto di un’intesa “extra-costituzionale” legata alla legge elettorale, da parte “di quattro leader di partito che agiscono solo calcolando le proprie convenienze”. Giorgio Napolitano pronuncia un sonoro “no”. Nelle ore in cui la Camera, in un’Aula quasi deserta, avvia la discussione del nuovo sistema di voto “tedesco”, arriva dall’ex capo dello Stato una netta e autorevole stroncatura dell’accordo siglato da Pd, M5s, Fi e Lega.

E Napolitano dettaglia con durezza le sue critiche: “In tutti i paesi democratici europei si vota alla scadenza naturale delle legislature”, mentre le urne nei mesi della manovra rischiano di alimentare “instabilità” e minare la credibilità. Di più, afferma l’ex capo dello Stato: è “extra-costituzionale” il patto a quattro siglato da Renzi, Berlusconi, Grillo e Salvini per una legge che “rende più difficile la governabilità” e il ritorno al voto. Perciò l’ex presidente si augura che al Senato la discussione sia vera. Alle sue parole il Pd sceglie di non replicare, mentre Renato Brunetta da FI le definisce una “sterile polemica”. Angelino Alfano prova intanto a incalzare: il testo è “incostituzionale”, anche perché usa i collegi del Mattarellum, disegnati 25 anni fa, nel 1993.

Nessuna incostituzionalità, assicura il Pd: “Se ci fosse stato lo sbarramento al 3% Ap sarebbe stato a favore”, dice Rosato. Ma proprio sui collegi i quattro grandi partiti stanno ancora lavorando: in Aula il relatore Emanuele Fiano potrebbe presentare un emendamento che modifica quelli del Senato e li riduce dai 112 attuali, ai 100 dell’Italicum. Un altro emendamento, già ribattezzato “salva Mdp”, permetterà ai neonati gruppi della sinistra di presentare liste senza raccogliere le firme, come tutti gli altri gruppi. Ma sui cardini dell’intesa, avvertono i Dem, non possono esserci modifiche. Perciò, di fronte alle richieste di M5s di introdurre il voto disgiunto e le preferenze e di fronte alle perplessità di alcuni di Fi sulla parità di genere, i Dem avvertono che se cambia qualcosa salta tutto. Occhi puntati, dunque, sui voti a scrutinio segreto, possibili sui temi più delicati: ne va del destino dell’intera legge.

San raffaele

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