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YOUTUBE Orangotango Rocky “spiega” evoluzione della parola

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INDIANAPOLIS – La chiave per la comprensione dell’evoluzione della parola, potrebbe risiedere in un orangotango chiamato Rocky. Il primate, che ha otto anni, ha giocato insieme ai ricercatori a quello che è stato un vero e proprio “gioco di imitazione”, in cui Rocky doveva copiare le varie tonalità di voce e di vocali.

Gli scienziati hanno scoperto che i suoni emessi erano totalmente differenti da quelli dei suoi compagni che vivono nella foresta, e per la prima volta sono riusciti a dimostrare che gli animali sono in grado di mimare suoni e mimiche delle voci umane. La scoperta, condotta dal Dott. Adriano Lameira, mostra che gli orangotango potrebbero avere l’abilità di controllare la propria voce.

Questa ricerca potrebbe finalmente fornire una risposta alla domanda su come sia nato il linguaggio. “Non è chiaro come il linguaggio parlato sia riuscito ad evolversi”, ha spiegato Lameira, “ma la nostra ricerca dimostra che gli orangotango hanno la potenziale capacità di controllare l’azione delle proprie voci”. Finora, infatti, si è pensato che le scimmie, nostri parenti stretti, non potessero imparare nuovi suoni. La parola è un comportamento che si impara, si pensava dunque che non potesse essere originata dai primati.

Durante lo studio, effettuato nello zoo Indianapolis, Indiana, un ricercatore ha prodotto diversi suoni, variando il tono e l’intonazione. Rocky, quindi, ha imitato i vari suoni, che il team ha comparato con delle registrazioni di altri orangotango, collezionate in oltre 12.000 ore di osservazione e raccolte in un database.

I suoni emessi da Rocky erano differenti da quelli nel database, mostrando che la scimmia era effettivamente in grado di impararne di nuovi e di controllare l’azione della propria voce in contesti

differenti.
“Ciò dimostra che il controllo della voce posseduto da noi umani, potrebbe derivare da un comportamento evolutivo presente nei nostri antenati”, spiega il dott. Lameira.


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