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YOUTUBE Otzi, voce originale dell’Uomo venuto dal ghiaccio

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ROMA – La mummia di Similaun, Otzi, dopo la morte violenta avvenuta 5.300 anni fa, non ha mai detto una parola ma questa settimana ha finalmente rotto il silenzio. Grazie alla scansione TAC del condotto vocale, gli scienziati hanno ricostruito con successo quella che avrebbe potuto essere la voce dell’Uomo venuto dal Ghiaccio.

Il team ha ricreato le corde vocali, la gola e la bocca di Otzi e riprodotto in digitale quelli che potrebbe essere stati i suoni delle cinque vocali.

Rolando Füstös, ex primario di otorinolaringoiatria dell’ospedale regionale di Bolzano, a Rossella Lorenzi di Discovery News, ha affermato:”Non possiamo dire di aver ricostruito la voce originale di Otzi, poiché su lui mancano informazioni cruciali.

“Ma abbiamo rimesso virtualmente le corde vocali”, di cui non si conosce l’esatta dimensione, e siamo stati comunque in grado di riprodurre quella che potrebbe essere molto vicina alla voce di Otzi”.

I risultati della complessa ricerca, sono stati presentati questa settimana, nel corso di un importante convegno per celebrare la scoperta della mummia avvenuta 25 anni fa nelle Alpi Venoste, in Alto Adige.

Scoperta da due escursionisti nel 1991, nel corso degli anni le analisi hanno fornito ai ricercatori uno sguardo su quella che era la vita nel 3.300 a.C, durante il Calcolitico o Età del Rame.

Probabilmente fu ucciso da una freccia penetrata nella spalla, indossava indumenti realizzati in pelle di pecora, capra, mucca e i 61 tatuaggi erano fatti con una miscela di carbone e piante.

“Non sappiamo, ovviamente, che lingua parlasse 5.000 anni fa”, aveva detto alla CNN, Francesco Avanzini, uno dei ricercatori, annunciando il progetto all’inizio del 2016, “ma dovremmo essere in grado di ricreare il timbro delle vocali e, spero, anche delle consonanti”.

La mummia è stata sottoposta a delle TAC e sono stati ricomposti virtualmente alcune parti del corpo: la base del cranio, le vertebre cervicali, l’osso ioide e la cartilagine tiroide. Il tutto è avvenuto in modo digitale così da non causare danni al fragile corpo.

Piero Cosi, ricercatore presso l’Istituto di Scienze Cognitive e Tecnologia al CNR di Padova, ha realizzato il software sulla base delle informazioni fisiche ed è riuscito a ricostruire quella che potrebbe essere stata la voce di Otzi.

La mummia, riporta il Daily Mail, ha già fornito agli scienziati una ricca gamma di informazioni, sulla vita nell’Età del Bronzo in Europa Centrale.

Inizialmente si pensava fosse morto per congelamento durante una bufera di neve ma la TAC rivelò una fine violenta: la punta di una freccia, infatti, colpì un vaso sanguigno importante.

Il corpo mostra ferite, ossa rotte tipiche di una morte violenta – il che fa pensare fosse un cacciatore o un guerriero ucciso in uno scontro con una tribù rivale – ma è emerso che soffriva di artrite.

Non solo, aveva un’infezione provocata dai tricocefali (parassitosi intestinale) e da Helicobacter pylori, un batterio il cui habitat ideale è il muco gastrico situato nello stomaco.

Il DNA ha dimostrato che era predisposto a malattie cardiovascolari e ha, in più, fornito informazioni preziosi sulla sua ascendenza. In un recente studio, infatti, è emerso che probabilmente apparteneva a famiglie provienti da diverse aree europee.

La linea materna, sembra provenire da una famiglia alpina mentre il padre da Svezia e Bulgaria. L’analisi del suo stomaco ha rivelato che aveva mangiato carne di cervo, di stambecco alpino, zuppa d’orzo e pane.

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