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YOUTUBE Paola Taverna: “Qui non si lavora”. La senatrice Pd: “Io presente al 97%, tu 60%”

ROMA – “Qui non si lavora”. Così la senatrice M5s Paola Taverna, in un video caricato su Facebook, accusa i colleghi parlamentari di lavorare solo “due ore al giorno”, il martedì e il mercoledì e di guadagnare soldi “a buffo”. La replica, puntuale e inoppugnabile, arriva con lo stesso mezzo dalla senatrice Pd Rosanna Filippin: “Io ho un tasso di presenza al 96,8% in Aula. Tu sotto il 60%. Noi ci occupiamo tutti i giorni di cose serie. Anche il giovedì, il venerdì e il sabato”

La denuncia della parlamentare Cinque Stelle faceva riferimento allo stato dei lavori in Senato, dopo la richiesta da parte della Commissione Affari Costituzionali di rinviare all’indomani l’esame del decreto legge Milleproproghe:

“E’ martedì – dice in video la grillina – sono le 17.05 e hanno chiuso l’Aula. Abbiamo lavorato mezz’ora, perché devono andare in Commissione col Milleproroghe, chiamato da noi Millepoltrone, ma potremo chiamarlo anche Millemarchette. Questi oggi sono stati capaci di aprire Aula alle 16.30 e chiuderla alle 17.10: altra mezz’ora di lavoro e altri 14mila euro guadagnati questo mese. Ma per fare che?”. E ancora: “Poi, non vogliono andare a elezioni subito? E che facciamo, stiamo così tutto un anno? Stiamo qua dentro per far guadagnare a questi, a buffo, i soldi che voi pagate per lavora’ un paio di ore il martedì, un paio di ore il mercoledì e il giovedì tanti saluti a casa”. Conclude: “Dobbiamo fare due cose, a questo punto: discutere la legge elettorale e parlare di reddito di cittadinanza, perché, se pensano di prendere per i fondelli noi e voi per un anno, non hanno capito niente. La misura è colma. E’ colma per quello che la stampa sta combinando, per quello che stanno facendo questi in Aula, per questa gentaglia che si fa i beati cavoli suoi”.

Tempo due ore e la senatrice Filippin pubblica un messaggio di risposta sulla sua bacheca Facebook:

“Non so cosa fai tu, ma so cosa faccio io: sono venuta a Roma lunedì per la direzione del mio partito; poi, siccome sono il relatore della Riforma del processo civile sono andata ad esaminare gli emendamenti; poi c’è stata l’Aula dove abbiamo discusso delle mozioni sui tumori femminili; poi sono andata in Commissione per parlare del cognome dei figli. Magari tu non lo sai, ma c’è una sentenza della Corte che ci dice che anche le madri hanno il diritto di dare il proprio cognome a un figlio”. Aggiunge: “Poi sono andata in Aula: va bene, è stata sospesa perché il Milleproroghe non era pronto. Ma noi siamo tornati in Commissione e ci stiamo ancora lavorando e lavoreremo anche mercoledì e giovedì, dove parleremo anche della diffamazione a mezzo stampa.. a proposito, ti ricorda qualcosa? E poi ci occuperemo del diritto dei bimbi adottati di conoscere i propri genitori. Quindi – conclude – noi ci occupiamo tutti i giorni di cose serie. Anche il giovedì, il venerdì e il sabato quando andiamo alle assemblee, agli incontri, agli appuntamenti sui nostri territori. Io il 96,8% di presenze in Aula, tu, da quanto mi risulta, sei sotto il 60%”

 

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