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YOUTUBE Paolo Ruffini, parolacce agli studenti a incontro su cyberbullismo. Imbarazzo del ministro

YOUTUBE Paolo Ruffini, parolacce agli studenti a incontro su cyberbullismo. Ministro si arrabbia
YOUTUBE Paolo Ruffini, parolacce agli studenti a incontro su cyberbullismo. Ministro si arrabbia

Paolo Ruffini, parolacce agli studenti a incontro su cyberbullismo. Ministro si arrabbia

MILANO – E’ bufera su Paolo Ruffini, che ha letteralmente preso a parolacce migliaia studenti da tutta Italia. Il comico livornese, noto per la sua veracità e già autore di apprezzamenti hot per Sophia Loren ai David di Donatello, è stato invitato a Milano per la presentazione di “Condivido-Il Manifesto della comunicazione non ostile nelle scuole“, nuovo progetto educativo contro gli hate speech e il cyberbullismo. L’evento è stato promosso da Parole O_Stili, una community di oltre 300 tra giornalisti, manager, politici, docenti e comunicatori nata per contrastare l’ostilità dei linguaggi nei media, in particolare in Rete. Studenti si sono collegati in streaming da mille scuole di tutta Italia. Ma l’iniziativa rischia di essere oscurato dalle polemiche scaturite a causa del turpiloquio sfoggiato da Ruffini.

Un fiume di parolacce che, sentite in streaming a Trieste, hanno scatenato le ire degli insegnanti presenti in sala con trecento ragazzi. Collegamento interrotto, quindi, anche su richiesta dell’assessore all’Istruzione del Friuli Venezia Giulia, Loredana Panariti, e sostituito con un dibattito fra alunni e professori. Ruffini, dopo che un giovane sul palco aveva detto una parolaccia, ha dato la stura alle sue: “Non fatemi dire parolacce, perché ci sono questi signori in giacca e cravatta che non vogliono dica parolacce, ma mi sembra assurdo non dirle, perché voi le dite e mettere una distanza tra me e voi mi sembra una stronzata”. “Chiedo scusa alla suora, al preside e alle istituzioni, al ministro, a tutti, ma fatemi dire le parolacce – ha proseguito – Fatemele dire. Posso dire un’altra cosa? La volgarità non è dire cazzo, ma la violenza“.

La discussione era nata da un ragazzo che, sollecitato a dire chi gli dava fastidio aveva detto “i gay”. Discussione ruvida tra i ragazzi e Ruffini: “Posso dire che ci sono della parolacce tese ad offendere e altre tese a scherzare e quindi a creare empatia? Posso dire che ci sono dei politici che hanno un linguaggio ben peggiore e non dicono mai cazzo?”. Parole accolte con risate e applausi, ma anche con qualche perplessità. La stessa ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, pur riconoscendo la bravura di Ruffini, ha affermato: “Quando diceva parolacce mi tappavo le orecchie”. Con lei a Milano, all’UniCredit Pavilion hanno partecipato la cantante Chiara, la bandiera del Milan Franco Baresi e Gianluca Di Marzio, giornalista sportivo. Parole grevi, deve aver pensato Ruffini, ma dette in faccia e non sul web, anche perché la discussione tra i ragazzi era in slang giovanile. “Il sistema educativo e formativo è decisivo se vogliamo davvero cambiare i modi con cui dialoghiamo, ci relazioniamo, ci informiamo, superando parole d’odio, diffusione delle fake news, cyberbullismo”, ha rimarcato il ministro. Da oggi, con una circolare ministeriale, si comincerà la diffusione del manuale nelle scuole.

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