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YOUTUBE Papa Francesco, videomessaggio anti Trump per il Superbowl

YOUTUBE Papa Francesco, videomessaggio in spagnolo per il Superbowl

CITTA’ DEL VATICANO – Per la prima volta in assoluto, un Papa Francesco ha realizzato un videomessaggio per un SuperBowl, la finale del campionato della National Football League, la lega professionistica statunitense di football americano, la più importante manifestazione sportiva negli Stati Uniti e tradizionalmente l’evento tv più seguito dell’anno negli Usa e uno dei più diffusi in tutto il mondo. Ed è un messaggio chiaramente anti Trump, visto che ha invitato alla pace e alla fratellanza tra i popoli, proprio mentre il presidente americano è impegnato nella sua battaglia contro i giudici che hanno bocciato il suo blocco agli immigrati che provengono da alcuni Paesi arabi. Per non parlare della questione del muro che il neo presidente vuole costruire al confine col Messico.

Francesco ha registrato il suo messaggio in spagnolo, la sua lingua madre e quella di milioni di ‘latinos’ immigrati negli Usa, ribadendo, nel contesto delle polemiche e tensioni seguite ai primi passi della presidenza di Donald Trump, il suo appello per “una cultura di incontro e un mondo di pace”. Il videomessaggio è stato realizzato per l’apertura dell’attesa finalissima Nfl tra New England Patriots e Atlanta Falcons che si disputerà nella notte italiana nello stadio di Houston in Texas.

“I grandi eventi sportivi come il Super Bowl – vi sottolinea Francesco – sono altamente simbolici dimostrando che è possibile costruire una cultura di incontro e un mondo di pace”. “Prendere parte ad attività sportive – prosegue il Papa – ci fa andare oltre la nostra visione personale della vita – e in modo sano – ci fa imparare il significato del sacrificio, crescere nel rispetto e fedeltà alle regole”. “Possa il Super Bowl di quest’anno – è l’augurio di Francesco a conclusione del videomessaggio – essere un segno di pace, amicizia e solidarietà per il mondo. Grazie!”.

Un’iniziativa, questa per il Super Bowl, che conferma, se ancora ce ne fosse bisogno, la statura di leader globale e la grande popolarità che circonda la figura del Pontefice argentino. Si vedrà anche quali saranno le reazioni in America, mentre le iniziative del presidente Trump, prima fra tutte quella del muro anti-immigrati al confine col Messico, vanno in totale contrasto con gli auspici e le aspettative del capo della Chiesa cattolica mondiale. Intanto oggi, all’Angelus in Piazza San Pietro, il Papa ha lanciato un forte richiamo alla difesa della vita in ogni sua fase, dal concepimento alla fine naturale. L’occasione era la Giornata per la Vita che si celebra in Italia, sul tema “Donne e uomini per la vita nel solco di Santa Teresa di Calcutta”.

Francesco si è unito ai vescovi italiani “nell’auspicare una coraggiosa azione educativa in favore della vita umana”. “Ogni vita è sacra! – ha esclamato – Portiamo avanti la cultura della vita come risposta alla logica dello scarto e al calo demografico; stiamo vicini e insieme preghiamo per i bambini che sono in pericolo d’interruzione della gravidanza, come pure per le persone che stanno alla fine della vita – ogni vita è sacra! – perché nessuno sia lasciato solo e l’amore difenda il senso della vita”. Bergoglio ha ricordato le parole di Madre Teresa: “La vita è bellezza, ammirala; la vita è vita, difendila!”, aggiungendo: “sia col bambino che sta per nascere, sia con la persona che è vicina a morire: ogni vita è sacra!”.

E ha concluso salutando “tutti quelli che lavorano per la vita”. Francesco è apparso sereno, a tratti sorridente, nonostante la vicenda dei beffardi manifesti anonimi affissi ieri a Roma per contestare il suo operato. Mentre la Digos indaga per risalire agli autori, concentrandosi sugli ambienti conservatori contrari alle scelte di Bergoglio, nessun riferimento esplicito è stato fatto da lui all’Angelus, se non un invito ai cristiani a “tenere lontani i germi inquinanti dell’egoismo, dell’invidia, della maldicenza”. “Viva il Papa!”, il grido corale a suo sostegno che si è levato dalla piazza.

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