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YOUTUBE Rapita a 16 anni all’uscita di scuola. Volevano obbligarla a matrimonio

YOUTUBE Rapita a 16 anni all'uscita di scuola. Volevano obbligarla a matrimonio

Rapita a 16 anni all’uscita di scuola. Volevano obbligarla a matrimonio

MOSCA – Rapita mentre tornava da scuola. In pieno giorno, da tre aguzzini. Succede a Orenburg in Russia e succede ad una ragazzina di appena 16 anni. Per fortuna, però, come racconta il Daily Mirror, grazie alle telecamere di sicurezza questa volta i tre rapitori sono stati identificati e arrestati. Si tratta, come racconta Il Messaggero,

 di due uomini, un 24enne e un 40enne, e una donna di 31 anni. Nel filmato si vede la giovane camminare tranquillamente mentre torna da scuola, quando il più giovane del gruppo le si avvicina e la strattona nel tentativo di trascinarla via. La ragazza si oppone con tutte le proprie forze al rapimento, ma a dar man forte al giovane arriva una donna decisamente corpulenta. I due riescono così a caricare la giovane su un’auto nera, guidata dal più anziano del gruppo.

Ma a colpire, oltre al brutale rapimento di una sedicenne, è il movente. Secondo la polizia russa, infatti, il rapimento sarebbe stato organizzato su commissione, per costringere la ragazzina e la sua famiglia a un matrimonio forzato. Usanza arcaica e ancora molto diffusa nelle zone più remote della Russia.

E’ un costume, quello del rapimento e del matrimonio riparatore che si pratica in varie parti del terzo mondo. Anche Lavrentij Berija, il padre del kgb e fedelissimo di Stalin finché il dittatore sovietico non  uccise anche lui,  rapiva le donne per strada e se queste non esaudivano i suoi desideri  le ammazzzava.  La sua ultima moglie era una ragazza di 16 anni anche lei, bellissima: lui la vide mentre andava a scuola, se ne innamorò pazzamente a prima vista e la fece rapire.

San raffaele

In Italia, soprattutto nel Mezzogiorno, la pratica era molto diffusa nella prima metà nel ‘900. In alcuni casi il “rapimento” era in realtà realizzato con la complicità e l’accordo della donna. Più spesso era una brutale violenza a cui seguiva una seconda violenza: quella del matrimonio riparatore. Emblematico il caso di Franca Viola, la prima donna che, dopo il sequestro e la violenza, rifiutò il matrimonio riparatore.

 

 

 

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