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YOUTUBE Rimini, il video che ricostruisce gli spostamenti del branco di stupratori

YOUTUBE Rimini, il video che ricostruisce gli spostamenti del branco di stupratori

YOUTUBE Rimini, il video che ricostruisce gli spostamenti del branco di stupratori

RIMINI – Un video ricostruisce i movimenti del branco che la notte tra venerdì e sabato 26 agosto ha aggredito, rapinato e stuprato una coppia di turisti polacchi e una transessuale peruviana a Rimini. Il filmato della polizia di Stato ripreso dall‘Agenzia Vista ripercorre, grazie ai frame delle telecamere di videosorveglianza della cittadina romagnola, gli spostamenti dei quattro giovani: il congolese ventenne Guerlini Butungu, considerato capo del branco, i due fratelli marocchini di 15 e 17 anni e un nigeriano di 16 anni.

Proprio grazie alla diffusione di quelle immagini i due fratelli, sollecitati dal padre, si sono costituiti. E da lì in breve si è chiuso il cerchio attorno alla banda di stupratori. L’ultimo ad essere catturato è stato Butungu, fermato su un treno partito da Rimini alla volta, forse, di Milano.

I quattro sono accusati di rapina aggravata, violenza s******e di gruppo e lesioni aggravate. La Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere anche per i tre minorenni. Le p**e teoricamente potrebbero superare i 20 anni, il reato più grave è la rapina aggravata.

Per loro c’è anche il rischio, seppure remoto, che l’Italia accolga la richiesta di estradizione formulata dalla Polonia, visto che due delle tre vittime erano polacche.

Butungu si è detto estraneo alle violenze: “Dopo essere stato ad una festa in spiaggia, bevuto un drink e mezzo, mi sono addormentato”, avrebbe riferito agli inquirenti. “Quando mi sono svegliato ho incontrato dei ragazzi che mi hanno offerto di acquistare un orologio e un telefonino probabilmente rubati, e così ho fatto”, ha aggiunto, ammettendo però di riconoscersi nei fotogrammi estrapolati dalle telecamere di sicurezza che lo hanno ripreso con i tre minorenni dopo il primo stupro. I due fratelli, invece, hanno negato la violenza, dicendo di aver partecipato perché costretti dal congolese.

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