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YOUTUBE Roma, sedicenne pestato in centro: “Tutti più grandi, pippati e pariolini”

YOUTUBE Roma, sedicenne pestato in centro: "Tutti più grandi, pippati e pariolini"

Roma, sedicenne pestato in centro: “Tutti più grandi, pippati e pariolini”

ROMA – “Ormai vai in discoteca già con il pensiero che potrà accadere qualcosa di grave”: a dirlo è il giovane studente del liceo Virgilio di Roma aggredito sabato notte da un gruppo di ragazzi davanti ad un locale di via Celsa, a due passi da Largo Argentina, in pieno centro storico.

Intervistato da Rinaldo Frignani per il Corriere della Sera, il giovane ha ripercorso quei momenti e ha dato una sua interpretazione del fatto: un attacco politico. “Qualcuno mi ha detto che fra di loro c’ era gente del Fronte della Gioventù”, ha detto il ragazzo. E ancora: “Hanno scoperto dopo che eravamo tutti del Virgilio. E soprattutto io non ho mai detto, come ho letto sui giornali, che sono antifascista”.

Frignani ricorda che l’anno scorso una rissa simile c’era stata a Prati, in piazza Cavour, dove un ragazzo era stato accoltellato da otto giovani di estrema destra. Perché “in centro, come a Prati e ai Parioli, c’ è una sorta di ronda pronta a intervenire su chiamata per regolare i conti. Più di una voce gira in città”, scrive il Corriere della Sera.

Il sedicenne ha ricostruito quanto accaduto sabato:

“Ero andato lì con quattro amici. (…) Mentre ballavo è arrivato un ragazzo che mi ha cominciato a insultare e a spingere: mi accusava di avergli dato una testata. Non era vero. I suoi amici mi hanno urlato “Vattene, esci”. Io ho risposto “Sono appena entrato, non mi muovo”.Era alto un metro e ottanta, con il ciuffetto. Un pariolino. Dopo che è scoppiato il casino è sparito. Lì per lì gli addetti alla sicurezza ci hanno buttato fuori in quattro, lui e un suo amico, io e un mio amico. Siamo rimasti lì con lui che mi ripeteva: “Poi ci vediamo e chiariamo, vuoi le botte? Ci avete fatto buttare fuori, ti spacco la faccia”. Un buttafuori ha provato a separarci e alla fine ci ha detto “Almeno andate a picchiarvi un po’ più in là”. Era una barzelletta”. Ho capito che la situazione stava degenerando. Lui e l’altro hanno telefonato ad altri ragazzi. (…) Mi sono sentito in pericolo e anche io ho chiamato gli amici con cui mi dovevo vedere dopo. E mentre loro due sono stati fatti rientrare in discoteca, noi siamo rimasti lì, nel vicolo, dove a un certo punto sono arrivati in venti. Ragazzi più grandi di noi, sicuramente pippati, drogati. (…) Uno ci ha gridato “A chi spaccate la faccia, voi?”, poi un piccoletto amico loro mi ha indicato. Non so perché, con lui non avevo litigato, e subito mi sono saltati addosso. Per fortuna non sono caduto, altrimenti mi avrebbero ridotto peggio. Qualcuno mi ha detto che fra di loro c’era gente del Fronte della Gioventù, facce note a piazza Euclide, altri che mi hanno tirato addosso delle bottiglie e gli specchietti strappato dalla moto di un mio amico”.

A soccorrerlo è stato un amico che l’ha tirato per la felpa.

“Ho sentito con la mano che la mandibola era rotta e che avevo la faccia piena di sangue. Abbiamo fermato un’ ambulanza di passaggio e sono arrivato in ospedale. Mia madre è quasi svenuta. Ho raccontato tutto alla Digos, fornito anche le foto scattate dalla mia comitiva. Saprei riconoscere chi mi ha picchiato, l’ ho detto ai poliziotti. Li prendiamo tutti, piano piano”.

(Di seguito, il video dell’agenzia Vista)

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