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YOUTUBE Ryan Lochte & co ubriachi sfondano porta del bagno poi…

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RIO DE JANEIRO – Nessuna rapina, ma una rissa provocata da quattro giovani, ubriachi, in un distributore di benzina. Ryan Lochte, uno dei nuotatori americani più celebri, dietro solo a Michael Phelps, secondo la polizia di Rio si è inventato tutto, mettendo in imbarazzo le autorità sportive statunitensi, e provocando quasi una crisi politica tra Washington e Brasilia.

Secondo una prima versione fornita alle tv americane dallo stesso Lochte, tornato nel frattempo a casa, i quattro nuotatori Usa sono finiti in un’imboscata: all’alba di domenica, tornando da una festa organizzata dal comitato olimpico francese, il loro taxi è stato bloccato da falsi poliziotti, che li hanno derubati, puntando una pistola sulla fronte di Lochte. Poi il campione ha modificato la sua versione, affermando che la rapina si è verificata presso un distributore di benzina, senza pistole puntate, ma con un’arma sfoderata da lontano da uno dei rapinatori. In realtà, come sembrano dimostrare le immagini di una telecamera di sicurezza mostrate dai brasiliani, la vicenda sarebbe completamente diversa.

Lochte e i suoi tre compagni – James Feigen, Jack Conger e Gunnar Bentz – si erano fermati con il loro taxi ad un distributore di Barra de Tijuca, non lontano dal villaggio olimpico, per andare in bagno. La porta del bagno era chiusa e i nuotatori l’hanno forzata, danneggiandola, e alcuni di loro, decisamente alticci, avrebbero urinato contro un muro. Al gestore del distributore di benzina, che ha chiesto loro di essere risarcito, avrebbero offerto l’equivalente di una cinquantina di dollari, una banconota di 20 dollari e una di 100 reais secondo la polizia. I quattro se n’erano andati e le cose erano finite lì. “L’unica verità che hanno detto è che erano ubriachi”, è stato il primo commento del capo della polizia civile di Rio, Fernando Veloso, secondo cui i quattro dovrebbero scusarsi con gli abitanti della città carioca.

In una conferenza stampa, Veloso ha offerto qualche dettaglio in più di una vicenda che rimane ancora molto confusa. Secondo il capo della polizia, tra gli atti di vandalismo commessi da uno e più dei quattro nuotatori, c’è lo specchio del bagno in frantumi. I quattro avrebbero lasciato il distributore una volta offerto il risarcimento al gestore, senza aspettare l’arrivo della polizia. In realtà sull’arma puntata Lochte non avrebbe totalmente mentito. Veloso ha ammesso che uno dei vigilantes presenti al distributore ha puntato ad un certo punto la sua pistola contro i nuotatori, negando però ancora una volta che ci fosse l’intenzione di commettere una rapina.

L’impressione in queste ultime ore è che sia il Brasile sia le autorità olimpiche vogliano risolvere il caso senza sollevare un polverone. Lo stesso Veloso ha detto che i tre nuotatori ancora negli Usa (due dei quali non hanno potuto imbarcarsi sul volo per gli Stati Uniti e hanno visto i loro passaporti ritirati) non hanno l’obbligo di rimanere in Brasile dopo aver testimoniato, nonostante non sia chiaro quali saranno le incriminazioni nei loro confronti, falsa testimonianza o vandalismo. E’ stato in particolare molto accomodante il direttore del comitato organizzatore dei Giochi, Mario Andrada. “Questi ragazzi hanno cercato di divertirsi, hanno cercato di rappresentare il proprio paese sfruttando il meglio dei loro talenti – ha detto -. Hanno gareggiato sotto una pressione gigantesca: lasciamoli respirare. Ogni tanto si fanno stupidaggini e poi ci si pente. Si sono divertiti, hanno fatto un errore, la vita va avanti”.

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