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YOUTUBE Scheletro vampiro: seppellito con sasso in bocca perché…

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STETTINO – Lo scheletro di un presunto “vampiro”, ritrovato nel 2014 a Kamień Pomorski (Polonia), è stato trasferito in un museo della zona per permettere a chiunque voglia di osservarlo da vicino. A scoprirlo era stato un team di archeologi guidato dal professor Slawomir Gorka, che aveva riportato alla luce una tomba del sedicesimo secolo. Il particolare più inquietante del teschio è che è infilzato all’altezza della bocca da un sasso. Segno inequivocabile, a detta degli studiosi, che il morto sepolto era ritenuto essere un vampiro (e pertanto gli si voleva impedire di poter tornare a mordere di nuovo).

Anche tibia e femore risultano perforati, probabilmente per non permettere all’uomo di potersi arrampicare nelle case altrui dopo la morte. Una pratica che non rappresenta un caso isolato, perché in altre parti della Polonia sono stati ritrovati simili scheletri. Anche in Italia nel 2009 sono stati rinvenuti i resti di una “donna vampiro” nell’isola del Lazzaretto Nuovo (Venezia). Il teschio della donna appariva infatti “impalato” con un piccolo mattone in bocca, secondo le “usanze” indotte dalle superstizioni dell’epoca. Tombe di presunti vampiri sono state trovate sia nel Vecchio che nel Nuovo Mondo. Come si legge sul sito del National Geographic:

“Negli anni Novanta l’archeologo Hector Williams e i suoi colleghi della University of British Columbia scoprirono in un cimitero dell’Ottocento sull’isola greca di Lesbo uno scheletro di maschio adulto con il corpo ben ancorato alla terra: i seppellitori gli avevano conficcato chiodi di ferro lunghi 20 centimetri nel collo, nell’inguine e nelle anche (…).

Ma come nascono le leggende su vampiri e morti viventi? Secondo molti archeologi, all’origine ci sarebbero ignoranza, pregiudizi e mancata comprensione dei sintomi di malattie come la tubercolosi o del processo di decomposizione. Nell’Ottocento, sia in Europa che in America, gran parte degli abitanti avevano potuto vedere di persona come cambia il corpo umano subito dopo la morte. Ma solo raramente capitava loro di osservare le conseguenze di settimane o mesi di putrefazione. Prima di tutto, il rigor mortis può scomparire, e quindi gli arti possono ritornare flessibili. In secondo luogo, il tratto gastrointestinale comincia a deteriorarsi, producendo un fluido scuro che può essere scambiato per sangue. Ecco perché alcuni cadaveri riesumati venivano scambiati per vampiri che erano appena usciti a saziarsi”.


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