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YOUTUBE Sgambetto a migrante in fuga, Petra Laszlo rischia 5 anni di carcere

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BUDAPEST – L’uomo che fuggiva, Osama Abdul Moshen, ha coronato il suo sogno ed è tornato a fare l’allenatore, questa volta in Europa. La donna che aveva tentato di fermarlo, Petra Laszlo, rischia fino a cinque anni di carcere.

Era l’8 settembre del 2015 quando Laszlo, giornalista ungherese di una emittente televisiva vicina al partito xenofobo di estrema destra Jobbik, fece lo sgambetto a Moshen, profugo siriano che tentava di sfondare il cordone di polizia al confine tra Ungheria e Serbia tenendo in braccio il figlioletto di sei anni.

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Quando li vide correre la giornalista fece loro lo sgambetto. Un gesto immortalato dagli altri operatori presenti in quel momento, che in breve fece il giro del mondo e che provocò l’immediato licenziamento della donna.

E adesso, un anno dopo quell’episodio, la Procura di Szeged, nel sud dell’Ungheria, ha incriminato la donna. I magistrati, tuttavia, smorzano la gravità del gesto della Laszlo, perché, sostengono, non fu “motivato da considerazioni etniche o dallo status di migranti”. Laszlo è chiamata a rispondere solo di “disturbo dell’ordine pubblico” perché con il gesto “non ha causato ferite ma il suo comportamento ha provocato indignazione e collera nelle persone presenti”.

La donna all’epoca si giustificò dicendo di essere “andata nel panico” vedendo correre i migranti, ma nessuno le credette, men che meno le migliaia di persone che sui social network la coprirono di insulti postando e ripostando il video della vergogna. Il padre di famiglia siriano, vittima dello sgambetto, ha ottenuto l’asilo in Spagna, dove lavora come allenatore di calcio. 

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