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YOUTUBE Siria: attentato Isis a Qamishli. Decine di morti

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DAMASCO – E’ di 44 morti il bilancio di un attentato dinamitardo compiuto stamane a Qamishli, cittadina nel nordest della Siria, al confine turco. Lo riferisce la tv di Stato siriana, precisando che i feriti sono “decine”. L’Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus) afferma che un’autobomba è esplosa nei pressi di una stazione della locale polizia curda.

Qamishli fa parte della regione a maggioranza curda di Hasake, di fatto inserita nella neonata regione autonoma del Kurdistan siriano. L’attacco non è stato ancora rivendicato. Le forze curde combattono l’Isis ad Aleppo e Raqqa.

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Media vicini all’Isis hanno rivendicato poco fa l’attentato. L’agenzia di notizie Aamaq afferma che “un attentatore suicida ha colpito con un camion bomba la sede di forze curde a Qamishli”. La cittadina, ridosso della frontiera turca, è una delle principali basi delle forze curdo-siriane impegnate nella lotta contro l’Isis nella zona di Raqqa e Aleppo.

Intanto la Siria nord-occidentale è sull’orlo di una catastrofe umanitaria: la popolazione non accede agli aiuti di cui avrebbe bisogno e i bombardamenti si intensificano. L’allarme è di Save the Children: se non si pone immediatamente fine all’assedio che cinge la città di Aleppo e al bombardamento degli ospedali, dice l’organizzazione, decine di migliaia di bambini rischiano di rimanere senza cibo, acqua e cure mediche entro poche settimane.

Nuovi raid aerei hanno devastato anche la città di Idlib, costringendo migliaia di famiglie a fuggire dalle loro case: Save the Children chiede al Gruppo di sostegno internazionale alla Siria, che si riunisce oggi a Ginevra, un cessate il fuoco immediato e il libero accesso agli aiuti umanitari vitali per la popolazione. Le organizzazioni partner che lavorano con Save the Children ad Aleppo indicano nel cibo e nel carburante i bisogni più urgenti. Pane, frutta e verdura scarseggiano da quando l’ultima strada per accedere e uscire dalla città è stata interrotta, lasciando sotto assedio circa 300.000 persone, il 60% dei quali sono donne e bambini. I bombardamenti pressoché costanti contribuiscono a peggiorare ulteriormente la situazione.

Da ieri, pesanti attacchi aerei hanno colpito diversi quartieri di Aleppo, di cui l’ultimo stamattina, quando una bomba barile ha colpito la zona di Al-Mashhad. Secondo uno dei nostri collaboratori sul terreno, nell’attacco sono rimaste uccise oltre 30 persone e molte famiglie sono ancora sotto le macerie. Si stima che 4.000 famiglie (circa 20.000 persone) siano fuggite da Idlib nel corso della scorsa settimana. Save the Children e i partner locali stanno distribuendo aiuti finanziari per aiutarle a comprare cibo e rifornimenti essenziali e gestiscono quattro cliniche mobili nella zona per assistere i bambini malati e le loro madri.

FOTO DI REPERTORIO.

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