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YOUTUBE Terremoto Italia centrale, a Visso crolli, paura e silenzio

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VISSO (MACERATA) – Calcinacci e pezzi di muro in mezzo alla strada, e attorno solo silenzio, rotto dal rumore della pioggia e da qualche allarme che suona. Visso è un paese fantasma, anche se il terremoto che ha colpito il centro Italia mercoledì 26 ottobre non ha fatto morti e non ha provocato la devastazione che il 24 agosto ha colpito Amatrice, Accumoli, Arquata e Pescara del Tronto.

Per arrivare nell’epicentro del terremoto bisogna fare lo slalom tra i massi piovuti dalla gole della Valnerina: il primo è a 17 km dal paese, un enorme sasso di due metri di diametro piantato in mezzo alla strada. Ma se si vuole arrivare è l’unica via: la strada che proviene da Macerata è bloccata da un’abitazione crollata a meno di un chilometro dal paese, mentre la strada che passa da Norcia è chiusa per rischio crolli.

A Visso nessuno è rimasto ferito: la prima scossa ha spinto tutti fuori di casa e quando, poco dopo le 21, è arrivata la botta di magnitudo 5.9, erano tutti in strada. Nonostante ciò la paura nei loro volti è più grande del sollievo per averla scampata.

“Tremavano le mura, le finestre, il soffitto, non si riusciva neanche a stare in piedi” racconta Umberto Conversano, il proprietario del ristorane Kilometro Zero. Lui, a differenza di quasi tutto il resto del paese, era nel suo locale, un’edificio ad un piano che, dice, “è sicuro”. “Ma nonostante questo, è stato un incubo. Non riuscivamo neanche ad arrivare alla porta, ci tenevamo per mano con mia moglie e tutto intorno a noi si muoveva”.

Marco, invece, era nella piazza principale di Visso: dopo la scossa delle sette era andato a cena e stava per mettersi in macchina per rientrare a Roma. “Vedevo tutto che crollava intorno a me – dice con la voce ancora rotta dalla paura – sembrava di vedere un film, si è alzato un enorme polverone e non si capiva assolutamente niente. Sono salito in macchina per scappare, ma mi sono dovuto fermare. L’auto non riusciva ad andare dritta. Questo è il colpo definitivo per questo paese, già la scossa del 24 agosto aveva fatto danni e fatto andare via la gente. Ora chi mai verrà più da queste parti. E’ tutto finito”.

Vigili del fuoco, protezione civile, forze dell’ordine sono al lavoro per liberare le strade e interdire al traffico le zone più a rischio ormai da ore, sotto una pioggia che non vuole sapere di smettere e che non fa altro che aggiungere sofferenza a gente che, invece, avrebbe bisogno solo di un po’ di tranquillità.

Alle porte del paese si sta allestendo un’area dove i residenti potranno passare la notte: ma la maggior parte di loro è chiusa nelle auto, con lo sguardo perso nel vuoto. “Non vado in nessun altro posto – dice la signora Lucia aprendo un po’ lo sportello della macchina – qui è dal 24 agosto che la terra balla come un’indemoniata. Non si può andare avanti così”.

E’ quasi mezzanotte quando la terra sobbalza di nuovo: una scossa di magnitudo 4.6, un rumore sordo, cinque secondi, non di più. Quanto basta per cancellare nella gente ogni speranza di chiudere occhio almeno qualche ora. Nel centro storico il silenzio viene rotto da nuovi crolli. Uno avviene ad un metro dal palazzo dei Priori, la sede storica del Comune con la polvere che si posa ovunque.
(Foto Ansa)

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