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YOUTUBE Terremoto provoca frane: fiume Nera straripa su strada e nel tunnel

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GOLE DELLA VALNERINA (VISSO, MACERATA) – E alla fine la montagna cadde nel fiume, facendolo straripare. Il terremoto da record delle 7.40 ha provocato il distacco di 30-40 mila metri cubi di roccia dalle Gole della Valnerina giù nel corso del Nera, a poche centinaia di metri da Visso (Macerata), sulla strada per Preci (Perugia). Il calcolo approssimativo a caldo é del comandante della Guardia Forestale del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Roberto Nardi.

E’ la più clamorosa delle frane verificatesi a causa del sisma, con strade interrotte in diverse zone. I massi hanno spinto l’acqua del Nera – duemila metri cubi di portata al secondo – sulla strada asfaltata che attraversa le Gole, che è stata subito chiusa al traffico. Forestale e vigili del fuoco stanno monitorando la situazione, che in serata risulta “invariata”, secondo Nardi. “L’acqua sta defluendo e questo è motivo di rassicurazione – dice il sindaco di Visso, Giuliano Pazzaglini(Rpt Pazzaglini) -. Ma rimuovere le rocce cadute è un lavoro enorme e non lo farò eseguire prima che sia tutto messo in sicurezza”. Difficile rendere sicura una zona con le rocce a strapiombo in cui nel pomeriggio le scosse si susseguivano anche violente ogni manciata di minuti, causando nuovi distacchi di materiale dalla montagna, in una nuvola minacciosa di polvere bianca.

Dal basso il rombo degli scossoni più forti seguito dal rumore dei nugoli di massi e pietre che rotolavano risuonava sinistro. “Il costone è rimasto a sbalzo – dice Nardi a pochi metri dalla frana -. E’ molto rischioso se viene giù”. Un drone è stato usato per riprendere il corso del Nera oltre la frana e ha mostrato che l’acqua stava scorrendo lungo la strada, la provinciale 209, anche attraverso una galleria, alleggerendo così la pressione nell’area dell’esondazione. Resta una preoccupazione in più per Visso, tra i luoghi simboli dei due terremoti in quattro giorni, che ora ha una sola strada d’accesso aperta; anche quella per Norcia è semiostruita da una frana.

Fino al pomeriggio circolavano solo mezzi di soccorso, gli altri lo facevano a proprio rischio, tra scosse continue, nel sole di una giornata bellissima. Arrivando con una gimkana tra i massi e i detriti a Castelsantangelo sul Nera, a pochi chilometri da Visso, si poteva contemplare una frattura di centinaia di metri lungo la costa del monte del Redentore. Una ferita indelebile inflitta dal terremoto.


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