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YOUTUBE Terremoto. Voragine senza fondo Castelluccio, mistero svelato: collasso sottosuolo

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CAMERINO (MACERATA – La ”voragine senza fondo” della piana di Castelluccio non è più un mistero. Questo stando ad alcuni ricercatori della sezione di Geologia dell’Università di Camerino e tecnici della Regione Marche, che hanno studiato l’area dopo gli eventi sismici iniziati il 24 agosto e proseguiti con le scosse del 26 e 30 ottobre. Piero Farabollini e Gianni Scalella hanno riconosciuto oltre 30.000 effetti di superficie, tra i quali appunto “la voragine senza fondo” della piana di Castelluccio, spiegata come legata al collasso improvviso delle rocce sottostanti.

I ricercatori hanno fotografato il pozzo e verificato che si tratta di una riattivazione di una delle doline che caratterizzano il lato sud-orientale della piana, la più importante delle quali si sviluppa nell’Inghiottitoio dei Mergani, dove confluiscono le acque di raccolta dell’intero bacino di Castelluccio. La cavità, spiega Scalella, mostra sedimenti dovuti a depositi fluviali e lacustri di età recente: ”il fondo del pozzo, ad appena 5 metri di profondità, è caratterizzato dalla presenza di torba, un segno della natura fluvio-lacustre del riempimento della piana”.

L’origine della piana si può ricondurre all’evoluzione tettono-carsica tipica delle principali conche dell’Appennino centro meridionale: Castelluccio, Colfiorito, Norcia, Cascia, Leonessa. Lo scuotimento dovuto al sisma avrebbe prodotto l’assestamento dei materiali che compongono la piana, elementi di natura sciolta, facilmente comprimibili. Un fenomeno tipico di queste aree carsiche, che diventa evidente con terremoti di magnitudo superiori a 6-6.5.


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