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YOUTUBE “Togliete di mezzo quel viceministro”: Londra, Israele costretto a scuse

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LONDRA – Trame contro politici britannici sgraditi a Gerusalemme e ombre di scandali pilotati. E’ bufera – a poche settimane dalla polemica fra il governo Netanyahu e il resto del mondo scatenata dall’ultima risoluzione Onu di condanna delle colonie – sull’ambasciata d’Israele a Londra, costretta a chiedere scusa a causa di un video rubato che sembra svelare attività di lobby spregiudicate, ai limiti della macchina del fango.

Il protagonista della scena è un funzionario addetto alle pubbliche relazioni della sede diplomatica dello Stato ebraico, sorpreso a fare nomi di figure pubbliche da “togliere di mezzo”: primo fra tutti sir Alan Duncan, influente vice ministro degli Esteri di Sua Maestà. Il filmato, trapelato su Al Jazeera, ripreso dal Mail on Sunday e finito anche su YouTube, risale a quanto pare a meno di tre mesi fa. Mostra un colloquio in un ristorante di Kensington in cui il funzionario israeliano in questione, Shai Masot – rilassato, ma tutt’altro che conciliante – suggerisce a Maria Strizzolo, assistente del sottosegretario Robert Halfon, parlamentare Tory già alla guida di un gruppo di pressione di Amici d’Israele, di “togliere di mezzo” (to take down) in particolare Duncan: un veterano del Foreign Office additato come ‘nemico’ per aver definito a suo tempo “un furto” l’occupazione israeliana dei Territori e “una macchia sulla coscienza del globo” il proliferare degli insediamenti in Cisgiordania e a Gerusalemme est.

Al colloquio, scrive il Mail, è presente una terza persona, che gli altri due ritengono essere legata ad un ulteriore raggruppamento lobbistico, di Laburisti pro-Israele. In realtà si tratta di un reporter sotto copertura, solo che gli interlocutori non lo sanno e parlano a ruota libera. Così, quando Strizzolo tira in ballo l’attuale ministro degli Esteri, Boris Johnson, definendolo affidabile per la causa, Masot risponde senza giri di parole: “Lo sai, è un idiota”, ma “sostanzialmente buono”. ‘Assolto’ in questi termini il capo della diplomazia del governo di Theresa May, si torna a passare in rassegna l’elenco dei reprobi, bollati come “filo-arabi”.

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“Posso darvi i nomi di qualche parlamentare che io suggerirei di togliere di mezzo?”, domanda a un certo punto l’israeliano. Prego. E fra quelli da proscrivere ecco spuntare – oltre a Duncan, accusato da Masot di “creare un sacco di problemi” – deputati di spicco come il presidente della commissione Esteri della Camera dei Comuni, Crispin Blunt. Per l’ambasciatore Mark Regev, che si è affrettato a sconfessare queste parole come “inaccettabili”, sono toni che “non riflettono il punto di vista del governo d’Israele”.

Mentre Maria Strizzolo accusa i media di voler gonfiare la portata di “una conversazione leggera fra amici”, fatta di “burle e pettegolezzi”. Sarà. Al Guardian il colloquio suggerisce semmai il sospetto di manovre (più o meno velleitarie) volte a provare a screditare Duncan e gli altri.

Il passaggio più velenoso è quello in cui l’attivista Tory chiede al funzionario d’Israele se voglia “andare ancora avanti” con una qualche imprecisata iniziativa. “Lo abbiamo un po’ neutralizzato, credo”, aggiunge parlando sempre di Duncan. “No”, replica secco Masot, innescando uno scambio di battute e allusioni che la Strizzolo conclude ipotizzando come possibile prossima mossa “un piccolo scandalo”.

Nulla di concreto, per ora. Ma Crispin Blunt non intende passarci sopra. Quel video, dice, “rivela l’attività oltraggiosa di un diplomatico d’un Paese straniero”: attività che “merita d’essere indagata” dal Parlamento di Westminster.

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