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YOUTUBE Treno Ventimiglia-Torino: polizia insegue baby gang a Porta Nuova

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TORINO – Treno Ventimiglia-Torino: raid vandalico la sera di Pasqua. Una sessantina di ragazzi, italiani e maghrebini, hanno preso di mira l’ultima carrozza del convoglio, danneggiando gli arredi, tagliando i sedili, infrangendo i finestrini, gettando cartacce per terra, imbrattando le pareti. Gli agenti della Polfer ne hanno identificati quattro alla stazione di Torino Porta Nuova: un italiano maggiorenne e tre marocchini tra i 15 e i 16 anni. Gli altri sono riusciti a fuggire.

Gli investigatori stanno esaminando le immagini delle telecamere di videosorveglianza per identificarli. Le indagini proseguono in coordinamento con il Compartimento Polfer della Liguria e con i Carabinieri. Questo non è il primo episodio di vandalismo sulle tratte Torino-Cuneo e Torino-Savona, oggetto, dal 2015, di servizi mirati di vigilanza, in particolare nel nodo di Fossano. Le operazioni hanno inciso sui fenomeni di microcriminalità e hanno permesso di prevenire nuovi fenomeni di aggressione al personale ferroviario.

“Treno Ventimiglia Torino ostaggio di una ‘banda’ di 60 ragazzi con atti di vandalismo e violenza, e la Regione cosa fa? Troppo poco. Eppure il Consiglio regionale ha approvato un ordine del giorno, a prima firma Federico Valetti, per richiedere al gestore (Trenitalia) la presenza di telecamere a bordo di tutti i convogli richiedendo lo stesso impegno anche nei nuovi contratti di servizio”. Lo dichiara Federico Valetti, consigliere regionale del M5S Piemonte e vicepresidente della Commissione regionale Trasporti.

“Lo stesso documento – aggiunge Valetti – prevedeva inoltre un impegno della Giunta a richiedere al gestore l’installazione di telecamere presso le stazioni ed agire nei confronti del Ministero dell’Interno per un impegno maggiore di agenti di Polizia Ferroviaria valutando anche l’impiego di tornelli presso le piattaforme di accesso ai treni. Cosa ne è stato di questi impegni? E’ ora che l’assessorato ai Trasporti faccia sentire la propria voce nei confronti di Trenitalia e del Ministero dell’Interno altrimenti episodi del genere potrebbero essere sempre più frequenti ed a pagarne le spese saranno sempre e solo i cittadini”.

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