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YOUTUBE Ucraina, assalto a case dei rom dopo il ritrovamento di una bimba uccisa

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KIEV – Assalto alle case dei rom in Ucraina. Le autorità sono state costrette a trasferire intere famiglie di gitani dopo che, nella notte di sabato 27 agosto, un gruppo di abitanti del villaggio di Loshchynivka, nella regione di Odessa, ha preso a sassate alcune casette abitate da rom. A scatenare la loro ira, il ritrovamento del corpo senza vita di una bimba di nove anni violentata, per il cui stupro e omicidio è stato arrestato un rom di 21 anni.

A rinfocolare le tensioni c’ha pensato il governatore della regione di Odessa (ed ex presidente della Georgia) Mikhail Saakashvili, che, in un video messaggio postato su Facebook, ha accusato “elementi anti-sociali” di essere implicati in un”enorme traffico di droga” a Loshchynivka.

La situazione nel villaggio ucraino è tornata alla normalità solo dopo l’intervento della polizia, che presidia il paese. Il capo del distretto di Izmayil, di cui fa parte il villaggio di Loshchynivka, ha fatto sapere che alcuni bus sono pronti per trasferire le famiglie rom (per un totale di circa 50 persone), che saranno ricollocate in un’altra zona.

“Loro stessi si rendono conto di non poter continuare a vivere in quel villaggio. E noi dobbiamo aiutarli”, ha spiegato Valentyna Stoykova. Solo due delle famiglie che vivono lì sono proprietarie delle loro case, le altre sono in affitto.

Il Centro europeo per i diritti dei rom ha documentato in passato altri casi di violenze sui rom in Ucraina. Oltre il 70 per cento de dodici milioni di rom presenti in Europa sono poveri e marginalizzati, e spesso discriminati.

 

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