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YOUTUBE Venezuela: Oscar Perez, il poliziotto-attore del tentato golpe

YOUTUBE Venezuela: Oscar Perez, il poliziotto-attore del tentato golpe

Venezuela: Oscar Perez, il poliziotto-attore del tentato golpe

CARACAS – Da attore a capopopolo in un tentato colpo di Stato: è la parabola di Oscar Perez, il poliziotto autore dell’attacco in elicottero alla Corte Suprema venezuelana.

Perez è un detective della polizia scientifica venezuelana (Cicpc), corpo una volta considerato d’élite, ma che ha perso credibilità a causa della corruzione diffusa nel Paese. In Venezuela, però, fino a pochi giorni fa era noto soprattutto per aver interpretato se stesso nel film Muerte suspendida, un poliziesco che racconta il sequestro (avvenuto realmente) di un facoltoso commerciante portoghese riscattato nel 2012 dalla Cicpc.

Ma adesso i venezuelani, e non solo loro, lo ricorderanno per il tentato golpe. Lunedì pomeriggio, 26 giugno, Perez, 36 anni, si è presentato alla base militare de La Carlota, a Caracas, ha preso in consegna un elicottero e si è diretto sul palazzo della Corte Suprema e del ministero degli Interni, attaccandoli, secondo la versione del governo di Maduro, con granate e colpi di mitragliatrice. Nessuno è rimasto ferito, ma l’assalto ha segnato una drammatica escalation nella già caotica situazione venezuelana.

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In un videomessaggio girato poco prima dell’attacco in elicottero, Perez ha annunciato la sua azione dicendo di parlare a nome di una coalizione di militari e civili senza un particolare colore politico, dei “nazionalisti” contro la tirannia.

Nel video pubblicato su Instagram, il poliziotto ribelle ha detto di rappresentare “un’alleanza di funzionari militari, poliziotti e civili, alla ricerca di un equilibrio e contro questo governo transitorio e criminale”, sottolineando di “NON appartenere a nessuna tendenza politica o di partito: siamo nazionalisti, patrioti ed istituzionalisti”.

Secondo il governo venezuelano, invece, “l’atto terrorista” fa parte di una “offensiva insurrezionale della destra estremista”, organizzato in combutta con i servizi segreti americani e con la complicità di Miguel Rodriguez Torres, ex militare ed ex ministro degli Interni e della Giustizia di Nicolas Maduro, che lo ha denunciato come un agente della Cia.

Rodriguez Torres – uno dei principali dirigenti chavisti che ha espresso pubblicamente la sua opposizione all’Assemblea Costituente lanciata da Maduro – ha respinto queste accuse, definendo “un falso grossolano” un presunto documento della Dea (agenzia antidroga Usa) esibito dalla stampa pro governativa nel quale è descritto come un informatore. Torres ha detto “di non essere convinto” dell’attacco: “Uno spettacolo da quattro soldi. Chi ci guadagna? Solo Nicolas, per due ragioni: dare credibilità ai suoi discorsi sul colpo di stato ed accusare me”.

Secondo Maduro, Perez era stato il pilota di Torres quando era a capo dell’intelligence civile, durante la presidenza di Hugo Chavez, ma il dirigente ha smentito anche questo, sottolineando di non aver mai viaggiato a bordo di velivoli della polizia scientifica, sebbene abbia ammesso che all’epoca ha avuto contatti con la Cia, a causa del suo ruolo e su richiesta dello stesso Chavez.

 

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