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YOUTUBE Youssef Zaghba, il video della casa della madre a Bologna

YOUTUBE Youssef Zaghba, il video della casa della madre a Bologna

YOUTUBE Youssef Zaghba, il video della casa della madre a Bologna

BOLOGNA – Una casa come tante se ne trovano nella frazione di Fagnano, a Bologna. Lì vive Valeria Collina, la madre di Youssef Zaghba, uno dei terroristi islamici responsabile dell’attentato del 3 giugno a Londra. Una madre che non si dà pace per la scelta del figlio, un italo-marocchino, e che si vergogna a dire che soffre, davanti alla sofferenza dei familiari delle vittime dell’attentato. La donna, anche lei di fede islamica, sta osservando il Ramadan e concede poche parole ai giornalisti, prima di richiudersi in casa.

A chi gli chiede cosa avesse da dire ai familiari delle vittime, la madre dell’attentatore di Londra risponde:

“In questo momento è impossibile dire qualcosa che abbia senso: capisco cosa possa provare una madre, ma io non posso chiedere perdono per un altro, non posso nemmeno chiedere perdono a nome dell’Islam, perché l’Islam non è questo. Io li posso capire attraverso la mia tragedia, ma non ho il coraggio di compararla, è come se mi vergognassi di dire anche io sono una madre, anche io soffro”.

La Collina ha poi ringraziato la polizia e le autorità italiane che hanno sempre tenuto sotto controllo il figlio, anche se non sono riusciti a fermare il suo percorso di radicalizzazione che l’ha portato a spezzare vite sul London Bridge:

San raffaele

“Io sono grata alla polizia per il lavoro che faceva: ogni volta che mio figlio veniva qui c’era uno della Digos che lo seguiva. Credo che abbiano fatto un lavoro incredibile. Sapevano benissimo quanto io fossi preoccupata e attenta a quello che succedeva. Anche quando voleva partire per Istanbul per poi andare in Siria ho detto loro di trattenerlo. Io sono una buona cittadina italiana che ama il suo paese, sono un’italiana musulmana. Ed è difficile dire qualcosa di sensato su queste cose che sono completamente insensate. L’ultima volta che ci siamo sentiti è stato giovedì, due giorni prima dell’attentato. E’ stata una telefonata dolcissima, io dovevo partire il 16 e passare con lui gli ultimi giorni di ramadam. Quella telefonata mi ha colpito perché c’era una dolcezza particolare nella sua voce, era particolarmente tenero”.

(Video da YouTube/Agenzia Vista)

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