Cinema

Asia Argento: “Harvey Weinstein mi ha molestata”. Anche Paltrow e Jolie accusano il produttore

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Asia Argento accusa produttore Harvey Weinstein: “Anche io molestata”

ROMA – Asia Argento accusa produttore Harvey Weinstein: “Anche io molestata”. L’attrice italiana, figlia del regista Dario Argento, ha accusato di stupro il produttore di Hollywood finito nella bufera per le accuse di violenze da parte di diverse attrici, tra cui Gwyneth Paltrow e Angelina Jolie. Anche loro il 10 ottobre hanno detto di aver subito molestie quando erano agli inizi della loro carriera.

L’Argento ha rievocato in un video su Twitter la sua esperienza che risale al 1997, quando fu avvicinata da Weinstein, come riporta il The New Yorker.

L’attrice e regista ha ritwittato i lanci della rivista e dell’autore del servizio, Ronan Farrow, in cui si fa anche il suo nome, e di suo aggiunge un video, girato nel ’99, in cui rievoca le avances del produttore. I fatti risalirebbero al 1997, quando Argento aveva 21 anni e, scrive la rivista, sarebbero avvenuti in un hotel in Francia, dove l’attrice fu invitata ad un party della Miramax.

Argento – scrive il New Yorker – racconta di essere stata ingannata e che arrivata nell’hotel dell’appuntamento – il Du Cap Eden Roc – in realtà non c’era alcun party. Salì nella suite di Weinstein e fu costretta a fare del sesso orale, nonostante lei abbia ripetutamente tentato di sottrarsi:

“Mi terrorizzava, era un uomo troppo grosso per me. E’ stato un incubo. Non ho detto nulla finora – avrebbe aggiunto – perché  avevo paura che Weinstein potesse distruggermi come ha fatto con molte altre persone. Che potesse rovinare la mia carriera”.

L’attrice parla quindi dei sensi di colpa dopo quell’episodio:

“Mi sono sentita responsabile. Se fossi stata una donna forte gli avrei dato un calcio nelle palle e sarei scappata. Ma non l’ho fatto. E’ stato un trauma orribile”.

Tra le altre testimonianze raccolte dal New Yorker ci sono quella dell’attrice americana Mira Sorvino e quella della cantante irlandese originaria dello Zimbawe Lucia Evans. Ancora, il New Yorker cita l’ex finalista di Miss Italia Ambra Battilana Gutierrez, il cui nome assurse agli onori della cronaca anche nello scandalo dei festini di Arcore.

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